come dichiareIl soldi trasferito liberamente all’estero, va indicato a parte nella  dichiarazione dei redditi in Italia. La legge è molto chiara in proposito:  chi possiede soldi all’estero deve completare il quadro RW, che indica le  somme di soldi possedute ed i guadagni che da esse derivano. La Legge 227  del 4 agosto 1990 specifica che si tratta di un obbligo per i singoli  individui (per le imprese esiste una legislazione separata): noi semplici  mortali se vogliamo trasferire soldi all’estero dobbiamo ricordarci tutti  gli anni di dichiarare le somme trasferite nel 730.

Se questo soldi non produce entrate, ovvero se solo lo lasciamo  parcheggiato all’estero perché abbiamo paura di quello che facciamo in  Italia, allora non ci sono tasse. Se lo investiamo e abbiamo dei guadagni,  allora dobbiamo dichiararlo in Italia e pagare le tasse.

Le tasse sugli  investimenti e le entrate all’estero si pagano nel Paese di residenza, per  cui se compriamo una casa all’estero o spendiamo 10.000 € di affitto  all’anno, questo soldi deve essere dichiarato ed è sottoposto a tassazione  in Italia. Per quanto riguarda i cosiddetti paradisi fiscali c’è una  dichiarazione a parte, ma questo tema lo affronterò nel prossimo articolo.
attraversamentoPossiamo uscire dall’Italia con una somma inferiore a 10.000 euro in tasca  gratuitamente e senza obblighi di informazione, senza che nessuno possa  dirci niente. Ma se abbiamo con noi una somma più alta, allora dobbiamo  necessariamente dichiarare questo valore all’Agenzia Doganale: nel caso in  cui questo non venga rispettato verranno messe in atto sanzioni più  incisive, come una multa, il cui valore varia dal 10% al 30% della somma di  soldi eccedente i 10.000 euro, se il surplus è a sua volta inferiore a  10.000 euro.

Se è maggiore allora la multa avrà un valore compreso tra il 30% ed i 50%  della somma eccedente. In pratica, se usciamo dall’Italia con 15.000 euro  nel doppio fondo della valigia e ci fanno un’ispezione improvvisa,  pagheremmo tra i 1.500 ed i 5.000 euro in più di penalità. Se ci  sorprendono con 21.000 euro, la multa potrebbe arrivare fino ad 11.000  euro, ovvero avrebbe un valore compreso tra il 30% ed il 50%  dell’eccedente. Possiamo dunque uscire dall’Italia solo con la quantità di  soldi che dichiariamo e la comunicazione può essere trasmessa in una delle  seguenti maniere: per via elettronica, prima di varcare la frontiera, così  com’è indicato nel sito web della Dogana e portando con noi una copia del  documento inviato; consegnando una dichiarazione scritta nel momento in cui  si sbrigano le pratiche per l’attraversamento della dogana.

In questa pagina è possibile scaricare il modulo da completare. In questo  caso bisogna anche prestare attenzione ad un altro aspetto: immaginate di  voler ritirare dalla banca 9.999 € in contanti da portare con voi  all’estero: potete farlo legalmente perché la cifra è inferiore all’importo  massimo ammesso. Tuttavia alcune banche hanno applicato le leggi in maniera  scorretta nella gestione di somme superiori ai 1.000 euro; normalmente si  crede che qualsiasi prelievo o pagamento di quest’entità debba essere  riportato alle autorità competenti (UIF), per cui il Ministero delle  Finanze ha dovuto promulgare una circolare per specificare che “le  operazioni di prelievo e/o di pagamento in contanti richieste dal cliente  superiori al limite stabilito dall’art. 49, non costituiscono  automaticamente una violazione e pertanto non c’è l’obbligo di riportarlo  alle autorità competenti, secondo quanto stabilisce l’art. 51 del Decreto  Legislativo 231/2007.

Se non abbiamo niente da nascondere, possiamo prelevare il soldi un pace,  ma sappiamo che ogni cifra superiore ai 1.000 euro riportata su qualsiasi  assegno o richiesta di spiegazione, implica l’obbligo per i cittadini di  dimostrare cosa fanno con il soldi e questo non è sempre facile da  documentare. Per evitare questo problema possiamo pensare di ritirare  (dagli sportelli automatici, per esempio) cifre sempre inferiori al tetto  massimo dei 1.000 euro. In questo caso considerate che i prelievi devono  essere effettuati ad una distanza di almeno 7 giorni uno dall’altro; in  caso contrario è possibile che si attivino gli allarmi e che la banca lo  riporti alle autorità competenti.
soldi esteroEsistono basicamente tre forme per far uscire soldi dall’Italia, ciascuna  delle quali è completamente legale, ma regolata in modi differenti. Le  possibilità sono:

Esportazione di soldi in contanti attraverso la frontiere
Trasferimento virtuale o telematico dei soldi
Invio di soldi all’estero tramte intermediari finanziari o no

Vuoi spostare soldi all'estero legalmente? Chiedici come [email protected]
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