Conferenza di Lugano sui Paradisi Fiscali

lugano.jpgRingraziamo i partecipanti alla Conferenza di Lugano sui Paradisi Fiscali nel 2011 e sulla pianificazione fiscale attraverso strutture internazionali.  La manifestazione è stata un grande successo per l’ alta partecipazione: nessuno era mai riuscito a riunire cosi tante persone su un tema cosi' delicato. Lo sforzo è stato coronato da un articolo in prima pagina del Corriere della Sera e con un ampio riscontro in numerosi media. Come in ogni grande manifestazione non sono mancati i contestatori. I  giornali italiani e radio, hanno ridicolizzato i contestatori che sono venuti ad una conferenza di questo tipo ed hanno abbandonato la sala sdegnati e "scandalizzati” (vedere articolo del Corriere della Sera). Ben diverso è stato il trattamento dei mezzi di comunicazione svizzeri, che hanno visto la Conferenza di Lugano come una provocazione ed una ingerenza territoriale nel circolo ristretto degli Operatori offshore elvetici e dei Professionisti ticinesi, che si sono dissociati attraverso i mezzi di stampa e si sono iscritti per poi poter organizzare una contestazione strumentale disturbando il regolare corso della conferenza.

Corriere della Sera, 28 gennaio 2011, Página 41
Il caso. L' iniziativa sconfessata dal Canton Ticino e dai banchieri svizzeri
La lezione antifisco: «Negare sempre»
A Lugano un convegno sui paradisi fiscali
Claudio Del Frate

LUGANO - Il miraggio di farla in barba alle tasse italiane ricorrendo ai paradisi fiscali ha richiamato a Lugano 600 professionisti da tutta Italia che hanno pagato 230 euro a testa per ascoltare i consigli del dottor Giovanni Caporaso. Che su Internet si definisce «reggente di Antarcticland», fantomatica nazione del Polo Sud «in attesa di riconoscimento dell' Onu dal 2007». Dal singolare convegno «I paradisi fiscali nel 2011» avevano già preso le distanze sia il governo del Canton Ticino che l' associazione locale dei banchieri. E Tremonti aveva minacciato di spedire alla Conferenza di Lugano i suoi 007; promessa con ogni probabilità mantenuta se è vero che ieri i partecipanti all' incontro sono stati accolti dal seguente messaggio letto da una hostess: «Diamo il benvenuto ai relatori, ai partecipanti e agli emissari del ministero delle Finanze italiano». Lo sconcerto in sala è stato palpabile, ma il più sconcertato di tutti è parso Guido Battagliese, avvocato tributarista di Milano che senza attendere la fine se ne è andato sbottando: «In Italia sarebbe già arrivata la finanza e avrebbe portato tutti a San Vittore...». Clou della giornata doveva essere l' esposizione del dottor Giovanni Caporaso, italiano trapiantato a Panama, professionista delle società off shore. Da lui gli astanti attendevano di sapere se le Cayman sono più affidabili dell' Isola di Man, ma i consigli del «reggente di Antarcticland» sono stati assai più spicci e si potevano leggere fin dal principio nel materiale distribuito ai convegnisti. Cogliamo «di fiore in fiore» alcuni passaggi: «Fin dai tempi della Rivoluzione francese i ricchi hanno trasferito i loro beni all' estero per proteggerli ed eludere il pagamento delle tasse» è il cappello del ragionamento. Si passa ad esaminare cosa si può fare con una società all' estero: «Esistono attività che possono essere amministrate off shore... quelle che non possono essere gestite off shore possono usufruire di servizi fittizi allo scopo di ridurre l' imponibile. Il costo di una fattura va normalmente dal 10 al 2%». E se una società «esterovestita» incappa in un controllo del fisco italiano? «Vale sempre la regola - ammonisce Caporaso - delle "tre N": negare, negare e negare». Chissà se era questo il tipo di consigli che si aspettavano i partecipanti alla Conferenza di Lugano. Certo è sorprendente il successo incassato dall' iniziativa. «Il peso del fisco è ormai un fattore di competitività determinante, i miei clienti mi chiedono di continuo come pagare meno», così Lino Iaboni, fiscalista di Frosinone, spiega perché si è sobbarcato la strada fino a Lugano. In una pausa dell' incontro in tanti si fanno avanti con «sir» Caporaso, chiedendo consigli più dettagliati, ma lui li ferma subito: «Potete spedirmi i quesiti alla mia email: è riservata e schermata, dunque non intercettabile. E il messaggio si autodistrugge dopo la lettura». Come in «Missione impossibile», fantastico. 10% il costo massimo di una fattura fittizia secondo i calcoli di Caporaso.
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Corriere della Sera 19 gennaio 2011, Pagina 29
Evasione. E il Fisco manda gli ispettori alla Conferenza di Lugano sui paradisi fiscali
di Sensini Mario
ROMA - «L' evasione fiscale è illegale, l' elusione delle imposte è un diritto per ogni cittadino» sostengono gli organizzatori, spiegando le fantastiche potenzialità delle operazioni "off-shore" nei paradisi fiscali. Messaggi che hanno fatto breccia tra professionisti ed imprenditori italiani, se è vero che in quasi 600 si sono iscritti alla Conferenza di Lugano del 27 gennaio. Ma che non sono passati inosservati alla task force composta da agenti della Guardia di Finanza, ispettori dell' Agenzia delle Entrate, consulenti del Dipartimento delle Finanze, che da tempo battono in lungo e in largo i grandi hotel del Nord-Est e le ville del Canton Ticino senza perdersi uno solo dei centinaia di seminari, incontri e meeting che, in questi ultimi mesi, vengono dedicati alla materia. Sul compito ufficiale della task-force dei convegni, attiva già all' epoca dello scudo fiscale, quando in Svizzera le banche e le società finanziarie illustravano le magnificenze dei "trust", in cui far di nuovo sparire i tesoretti svelati al fisco italiano, c' è il massimo riserbo. Ma non ci vuole certo grande fantasia per immaginare che agli agenti in gessato grigio o in tailleur, sguinzagliati da Giulio Tremonti alla caccia dei professionisti dell' evasione, interessi solo fino ad un certo punto imparare i trucchi del mestiere. Dai guru dell' elusione fiscale come Giovanni Caporaso, laureato in Costa Rica e titolare di una società di consulenza a Panama, relatore di spicco della Conferenza di Lugano, gli 007 del fisco hanno poco da imparare. Sicuramente molto più interessanti, dal loro punto di vista, le domande degli scolari...
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