Quali sono i paesi chiamati paradisi fiscali?

Vota questo articolo
(0 Voti)
qual son i paradisi fiscaliUna delle questioni più controverse di oggi riguarda cosa si intende con paradiso fiscale. Sembra che non pochi identificano alcuni paesi come "paradisi fiscali", mentre altri paesi, più vicini a tali caratteristiche, non sono nemmeno menzionati. La verità è che v'è ora una grande campagna mediatica contro i meccanismi finanziari adottatati da piccoli paesi con poche risorse naturali e umane per sopravvivere in una società sempre più diseguale.

Per paradiso fiscale possiamo guardare a una giurisdizione in cui ci sono poche o nessun tipo di tasse, leggi favorevoli al segreto bancario che permettono di mantenere al massimo la privacy dei conti bancari, delle operazioni commerciali e professionali.

Uno dei meccanismi di ingegneria fiscale più utilizzati nei paradisi fiscali è la formazione sul posto di società offshore che sono esentate dal pagamento di tasse a condizione che non realizzino operazioni nel paese dove è stata creata la società.  Il segreto bancario vigente in paradisi fiscali protegge le aziende offshore e il proprietario di tale società.

Un altro vantaggio delle società offshore riguarda il fatto che la sua costituzione può essere molto veloce, dato che la burocrazia non è molto pesante e ha costi contenuti.
Ma torniamo alla domanda iniziale, quali paesi possono essere considerati oggi un "paradiso fiscale"? La lista più diffusa è quella della redatta dalla Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) sulla base di quattro punti per determinare se una giurisdizione è o meno un "paradiso fiscale".

Il primo elemento che prende in considerazione la OCSE è il sistema tributario vigente in ogni paese.  Anche se l'OCSE riconosce ad ogni giurisdizione il diritto di determinare ciò che contraddistingue le tasse, ad ogni modo coloro che hanno leggi fiscali considerati "soft" sono nel mirino dell'OCSE.

Un altro punto preso in considerazione dall'OCSE è quello che viene chiamato "mancanza di trasparenza", che è un elemento molto soggettivo. Un terzo fattore molto più "misurabile" è; se la giurisdizione ha firmato accordi per lo scambio di informazioni fiscali con altri governi. Nel caso in cui il paese risulta riluttante a firmare tale tipo di accordi, allora aumenterà la possibilità di risultare nella lista nera.

Infine, l'OCSE valuta se non viene richiesto lo sviluppo di un'attività concreta nel territorio. Dopo aver analizzato questi quattro punti, l'OCSE decide quale giurisdizione comprendere o meno nella lista nera.
Oggi, sono considerati dall'OCSE paradisi fiscali questi territori: Bermuda, Isole Cayman, Jersey, Barbados, Mauritius e Isole Vergini Britanniche.
S
U
P
P
O
R
T
O