I paradisi fiscali più temuti al mondo

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paradisi fiscali piu temuti copyQuali paradisi fiscali ricevono oggi le maggiori critiche? L'organizzazione Oxfam ha identificato Bermuda, Isole Cayman, Paesi Bassi, Svizzera, Singapore, Irlanda, Lussemburgo, Curacao, Hong Kong, Cipro, Bahamas, Jersey, Barbados, Mauritius Isole Vergini Britanniche, come giurisdizioni che sono nell'occhio del ciclone per il trattamento fiscale dato alle società offshore che si costituiscono lì. Allo stato attuale questi sono i paesi che dovrebbero essere evitati per operare con società offshore, anche se l'uso delle sue banche può essere produttivo.

Per elaborare il "ranking" dei peggiori paradisi fiscali, gli esperti di Oxfam si sono basati sulle politiche tributarie che esistono in questi territori, per esempio, l'applicazione di un’imposta dello 0% sulle società dando peso anche alla presunta mancanza di volontà di tali giurisdizioni ad implementare iniziative internazionali contro l'evasione e l'elusione fiscale.

Secondo Oxfam, diverse giurisdizioni incluse nella loro lista sono state coinvolte in scandali, come l'Irlanda, che ebbe seri problemi per la bassa aliquota fiscale applicata ad Apple o le Isole Vergini Britanniche, dove sono state registrati più della metà delle aziende offshore create dallo studio legale panamense Mossack Fonseca. Le informazioni private di tale studio legale furono rubate da Hackers pagati dal Governo degli Stati Uniti. Dopodiché tali dati furono distribuiti a livello internazionale causando gravi danni a non poche aziende e privati.

Uno dei punti delineati nella campagna mediatica internazionale contro i paradisi fiscali è che questi territori sono utilizzati per eludere oneri fiscali; ma all'interno della campagna però, non vengono riconosciute le elevate tasse che impongono i governi e che servono soltanto ad aumentare la corruzione invece di essere utilizzati per il "benessere del popolo", quindi è una idea falsa quella che vede le stratgie fiscali utilizzate da imprese e privati come la causa degli attuali problemi economici mondiali, mentre invece è la corruzione e la cattiva amministrazione dei governi che sperperano i fondi pubblici.

Oxfam riconosce, almeno, nella sua relazione che i paradisi fiscali non sono gli unici ad avere una tassazione bassa, ma sono tante le nazioni che applicano politiche tributarie favorevoli per attrarre investimenti dalle grandi aziende. Secondo Oxfam, 25 anni fa, il tasso medio di imposte sulle società nei paesi del G20 è stato del 40%; mentre oggi è inferiore al 30%.

Sempre in questi casi, dice Oxfam, i governi preferiscono abbassare le tasse alle grandi imprese e compensare i conti con una riduzione delle spese sociali o un aumento dell'IVA.
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