Strategia delle multinazionali e paradisi fiscali

234854Tra gli anni 80 e 90 del secolo scorso, è diventato popolare un sistema di gestione tributaria chiamato “doppio irlandese con panino olandese”. A cosa ci riferiamo? Questo sistema di gestione tributaria consisteva nel creare un gruppo di quattro società, situate, per esempio, una in Irlanda, una in qualsiasi paradiso fiscale una in Olanda e una in un altro paradiso fiscale.
La società in Irlanda, che riceveva le entrate provenienti da tutto il mondo, pagava enormi quantità di denaro alla società situata nel primo paradiso per l’utilizzo dei diritti intellettuali; per non pagare imposte in Irlanda, per i pochi benefici che restavano, essi venivano inviati alla società in Olanda, dove per queste operazioni non si pagavano imposte e, infine, erano mandati al secondo paradiso, pagando una tassa irrisoria. Mediante il “doppio irlandese con panino olandese”, la totalità del denaro si situava tra i due paradisi fiscali, senza aver pagato nessuna tassa.
Con il tempo, come conseguenza di riforme recenti del sistema tributario irlandese, l’applicazione pratica del “doppio irlandese con panino olandese” è diminuita, ma alcune imprese multinazionali continuano a utilizzarla, magari non con sede in Irlanda, ma in altre giurisdizioni.
Il “doppio irlandese con panino olandese” era nato per pagare meno tributi per i diritti di sfruttamento economico della proprietà intellettuale sviluppata nel luogo in cui si trovava il domicilio sociale dell’impresa. Mediante filiali Ltd (abbreviatura in inglese di Limited, Società a Responsabilità Limitata, in italiano) di secondo e terzo livello, l’impresa madre spostava in Irlanda la proprietà reale, intesa in senso strettamente giuridico; questi attivi intangibili di valore economico rilevante, erano ritenuti dall’impresa madre, giacché in questo primo Stato esisteva una maggiore protezione degli attivi intangibili e perché in Irlanda il tasso d’imposizione era in media del 12,5%, mentre nel resto del mondo la tassazione era circa del 35%, per non parlare dell’Italia, in cui la tassazione reale, includendo l’IRAP, i contributi sociali (senza considerare le imposte sulla sicurezza) e le imposte municipali, si aggiravano intorno al 70%.
Vale la pena ricordare che ora le filiali irlandesi sono in parte di proprietà di un’altra filiale dell’impresa madre, con sede nelle Antille Olandesi. Ovviamente questo fatto permette il trasferimento di denaro in uno Stato straniero, mediante una filiale olandese. A questo punto possiamo dire che la menzionata Ltd irlandese non ha un domicilio fiscale reale e non è neppure vincolata a uno Stato in particolare: in realtà è stata creata dalla stessa impresa madre, stabilita in un luogo fantasma, per utilizzare le norme internazionali che la proteggono.
Per capire meglio tutto ciò bisogna tenere in considerazione il fatto che la legge statale definisce la “tassazione ordinaria”, applicabile al luogo fisico in cui si stabilisce l’impresa, mentre la legislazione irlandese considera residenti solo le imprese gestite e controllate in Irlanda. Le filiali Ltd separate dall’impresa madre in Irlanda non hanno residenza fiscale e sono a loro volta controllate.
Le compagnie subordinate, cioè controllate da un’impresa madre senza presenza fisica in Irlanda, senza impiegati e totalmente gestite dai direttori dell’impresa madre, sono a loro volta controllate da altre società residenti nei Paesi Bassi dei Caraibi (Isole BES) per detenere il flusso delle imposte.
Non si può nemmeno dimenticare che le imprese olandesi non devono pagare imposte sui dividendi o i profitti ottenuti all’estero da filiali Ltd; i Paesi Bassi hanno firmato quasi un centinaio di accordi fiscali con altri Paesi, con il fine di ridurre la ritenuta alla fonte sui dividendi, gli interessi e i canoni ricevuti all’estero. In particolare l’accordo firmato tra i Paesi Bassi e l’Irlanda stabilisce “velocità zero” nei tre casi: tutto ciò mira a far sì che le multinazionali possano risparmiare, in maniera legale, sul pagamento delle imposte. In questo modo la fonte delle entrate ottenute dall’attività multinazionale è svincolata da uno Strato in particolare, poiché tali entrate si producono in posti diversi dal luogo di residenza dell’impresa madre e anche da quello in cui operano le filiali Ltd.
È importante ricordare il tema del diritto corporativo internazionale, che teoricamente si presta a differenti tipi di lettura e che spesso si basa su una presunta moralità del sistema fiscale: deve essere un sistema che serva a far funzionare uno Stato, anche se molte volte accade che serva solo ad arricchire poche persone, a spese della maggioranza. In questo senso le parole del giudice federale di Learned Hand sono esemplari: “I tribunali hanno più volte ripetuto che non c’è nulla di sinistro nel cercare di organizzare i propri affari in modo da mantenere le tasse le più basse possibili. Tutti lo fanno, ricchi o poveri, e tutti fanno bene a farlo, perché nessuno ha il dovere pubblico di pagare l’imposta per mora che esige la legge: le imposte sono estrazioni forzate, non contributi volontari. Esigere il pagamento di imposte per mora in nome della morale è pura ipocrisia”.
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