Sicurezza del sistema bancario svizzero

Swiss Francs-300x200Di Giovanni Caporaso

Molti clienti ci chiedono: “possiamo aprire il conto in una banca svizzera?”. La loro richiesta è “giustificata” dalla comodità geografica del vicino paese e soprattutto dalla fama del sistema di sicurezza del sistema bancario elvetico. Ma siamo sicuri che la sicurezza sia proprio quella che ci aspettiamo? Direi che tutto dipende dalla banca e quasi mai la banca piú grande é sinonimo di sicurezza, noi le selezioniamo in base a vari criteri e non solamente per il nome o capitale. Inoltre molte banche in Austria, Svizzera e San Marino non hanno adottato misure di sicurezza per evitare intercettazioni, vedete ad esempio in questo video cosa é successo in una banca austriaca. "Queste cose potrebbero facilmente essere evitate usando semplici misure di sicurezza" ci dice l'esperto di sicurezza colombiano Samad Payandeh Cardona.

Il segreto bancario svizzero, secondo la definizione del Dipartimento federale delle finanze elvetico, è «la protezione della sfera privata dei clienti delle banche da interventi ingiustificati da parte dello Stato». Nello specifico si tratta di una serie di norme che vietavano la comunicazione dei dati bancari dei clienti e ne tutelano totalmente la riservatezza.
A seguito delle pressioni internazionali per la crisi economica (questa è la scusa), il 13 marzo 2009 il consigliere federale e capo del dicastero delle finanze Hans-Rudolf Merz ha annunciato la revisione della legge sul segreto bancario svizzero, allineandosi con le normative dell'OCSE. Anche l’ultima barriera è quindi ormai caduta.  Dopo la revisione dei trattati internazionali sarà possibile la scambio di dati tra il sistema bancario elvetico e le istituzioni straniere qualora vi siano fondati sospetti di evasioni fiscali oltre che delle già previste frodi fiscali. Un duro colpo al colosso finanziario!
Il sistema bancario elvetico, uno dei più importanti a livello internazionale, deve sicuramente il suo sviluppo al segreto bancario introdotto nel 1934.
Ormai non esistono quasi più delle banche sicure in relazione alla privacy, e più sono sicuri i vostri soldi  in istituti finanziariamente solidi, meno è sicura la vostra privacy.
Per operare offshore bisogna entrare nei meandri dei burocrati bancari del “complaint”, ovvero identificare il contraente, determinare l’avente diritto economico (ovvero il reale beneficiario dei fondi), chiarire il retroscena e lo scopo di una transazione se la stessa appare insolita o se vi sono indizi di riciclaggio.
Oggigiorno bisogna tener conto che oltre alla grande difficoltà ad aprire un conto bancario anonimo, bisogna spesso ricorrere a peripezie per mantenerlo aperto. Capire il “modus operandi” della banca offshore non è facile, anche perché se siete dei “pesci piccoli” le vostre transazioni saranno analizzate da burocrati in corsa di carriera che cercheranno del “losco” dove non c’é.
Per chi desidera aprire e operare un conto in una banca offshore, la prima lezione sarà la compilazione dei formulari d’apertura del conto. Se fate un piccolo errore nelle vostre dichiarazioni, se scrivete qualcosa che non piace ai burocrati del complaint, o se dichiarate di avere delle attività che seppur legali, non sono ben viste dalla banca, la porta vi verrà chiusa in faccia.
Per questo consigliamo a chi vuole operare con una banca offshore, un’approfondita lettura del libro “I segreti della banca offshore” che in modo semplice e didattico, cerca di spiegarvi come pensano le banche e quali regolamenti e leggi interne (non pubbliche) usano per decidere quali clienti accettare e quali no, quali attività sono considerate a rischio e quali no. 

I Segreti della Banca Offshore

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