Panama non è nella lista dei peggiori paradisi fiscali.

banche offshore 45 copyL’organizzazione Oxfam ha pubblicato una classifica controversa di quelli che loro considerano i 15 “peggiori paradisi fiscali” del mondo e, in questa lista, non appare Panama, un paese che è stato ingiustamente molto criticato dopo che furono hacherati i server dello studio legale Mossak e Fonseca, dando luogo allo scandalo chiamato dalla stampa “Panama Papers”.
Secondo Oxfam, nell’elaborazione della classifica, ha contato soprattutto il modo in cui ogni giurisdizione adotta misure fiscali per attrarre investimenti. Lo studio ha anche valutato se i paesi cooperano con gli sforzi internazionali per frenare l’evasione fiscale, vale a dire, se condividono informazioni private dei conti bancari con le agenzie governative.
Secondo l’organizzazione, questi paesi hanno facilitato l’evasione fiscale che, dice, “lasciava i paesi senza miliardi di dollari”, anche se nel rapporto non vi è alcun rfermento diretto alla elevata pressione fiscale prevalente nella maggior parte dei paesi del Primo Mondo. Lo “studio” non chiarisce nemmeno, che i paesi ad alta tassazione, in realtà, dovrebbero rendersi conto che le tasse elevate causano una fuga di massa di capitali e cervelli, mentre hanno optato per l’adozione di misure totalmente illegali, per frenare le fughe di denaro senza però creare politiche di promozione degli investimenti.
La classifica dei “peggiori paradisi fiscali” Oxfam inizia dalle Isole Bermuda, seguita da Isole Cayman e Paesi Bassi.
Molti de paesi elencati nella classifica, sono stati coinvolti in polemiche per le imposte basse pagate da varie delle maggiori multinazionali che hanno stabilito le loro sedi in queste giurisdizioni. Il caso più discusso è l’Irlanda – sesto nella lista di Oxfam – al quale l’Unione Europea ha ordinato di recuperare 13 miliardi di dollari presumibilmente evasi da Apple nel pagamento delle imposte.
Inoltre, l’Unione Europea ha anche chiesto a Starbucks il pagamento, nel 2015, di 30 milioni di euro che aveva risparmiato tramite un accordo con il governo dei Paesi Bassi. Una multa similare ha dovuto pagae Fiat Chrysler per aver stipulato un accordo analogo con il Lussemburgo.
E’ a conoscenza di tutti che le organizzazioni che raggruppano i paesi con il carico fiscale più alto per i cittadini (come l’Unione Europea e i paesi del G20 tra gli altri) hanno intensificato la pressione per chiudere qualsiasi scappatoia legale utilizzata da persone e imprese per pagare meno imposte. Tuttavia, Oxfam ritiene che le misure adottate non sono ancora sufficienti.
“ I governi devono lavorare uniti per fermare questa folle corsa al ribasso, in termini di imposte sulle società e garantire alle imprese di pagare nella giusta misura” ha detto lo studio.
Ne’ Panama, ne’ il Regno Unito sono apparsi nella lista, anche se quest’ultimo, possiede quattro territori nella classifica: Isole Cayman, Jersey, Isole Bermuda e le Isole Vergini Britanniche.
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