Le tasse invisibili

tasse invisibiliNel 2015 lo stato italiano ha prelevato dai depositi dei cittadini oltre 4 miliardi di euro con una patrimoniale nascosta sui depositi e gli investimenti e ora vogliono attaccare anche le successioni. Il gettito derivante dalle imposte sulle reddite finanziarie ha raggiunto lo scorso anno quota 15,1 miliardi, 2 miliardi in più dell’anno precedente. Il governo non ha raggiunto però la previsione dei 15,9 miliardi stimati, soprattutto a causa dalla brusca riduzione dei rendimenti degli investimenti finanziari più diffusi tra i piccoli risparmiatori.  Il prelievo complessivo è in ogni caso più che raddoppiato dal 2011, con un incremento superiore al 20% annuo. Tra tasse e balzelli la più assurda è la Tobin Tax che tassa le transazioni di alcuni titoli, senza prendere in considerazione se il risparmiatore ha ottenuto o no un guadagno.
Dal 1992, quando il governo Amato passò alla storia per aver esteso i lunghi tentacoli della piovra tasse sui risparmi degli italiani, i governi che si sono succeduti hanno aumentato la stretta portando il paese sul baratro di una delle peggiori crisi a causa dell’economia frenata dalla pressione fiscale. L’aumento di tasse e gabelle sui risparmi inoltre non è giustificato per il fatto che il calo dei rendimenti sui mercati del debito pubblico dovrebbe produrre un calo della spesa per interessi sul debito, dagli 84 miliardi del 2012 ai 67 previsti per il 2016.
In ogni caso il malgoverno non riduce le spese, anzi potrebbe manifestarsi in breve un nuovo giro di vite fiscale aumentando le tasse su donazioni e successioni. Matteo Renzi sarebbe infatti interessato a tirare fuori dal cassetto una proposta di legge del gennaio 2015, presentata da 11 deputati di Sinistra ecologia e libertà, mai calendarizzata, che in sintesi prevede di ridurre la franchigia esentasse delle successioni da 1 milione a 500 mila euro, oltre ad un inasprimento generale delle aliquote fiscali su successioni, donazioni, donazioni immateriali (come le licenze dei tassisti e farmacisti) e le polizze vita.
Le tasse e balzelli invisibili sono una furbata del governo per evitare la rivolta contro il fisco esoso. Gli italiani non vedono quanto pagano di tasse e questo succede ad esempio con gli stipendi dei lavoratori dipendenti incassati al netto del prelievo o con l’IVA incorporata nei prezzi dei prodotti. Il 96% delle tasse sono infatti invisibili e solo il 4% delle imposte viene versato in modo consapevole.
Nel paese delle tasse assurde c’è quella sulle paludi, sull’ombra proiettata dalle tende di un locale e sui giardino che si affacciano sulla via pubblica. In arrivo ci sono la tassa sugli ascensori (obbligo di verifica straordinaria degli impianti esistenti); la tassa ai comuni sul mancato raggiungimento della quota fissata per la raccolta differenziata; la tassa sullo sbarco che riguarda i comuni situati sulle isole minori; le tasse sui servizi funerari; le tasse sui servizi internet come AIrbnb, Uber  Blablacar o degli chef a domicilio e infine una web tax per i grandi operatori.
Come sfuggire quindi alla piovra fiscale? Semplice, in Italia per pagare le tasse è necessario avere una “stabile organizzazione” quindi chi può ancora salvarsi non deve fare altro che fare emigrare i propri affari!
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