Costituire una filiale Ltda nel Regno Unito

LTD London UKPer costituire una Società Limitata (Ltda) filiale nel Regno Unito, ma con residenza fiscale in Italia, prima di tutto è necessario pagare l’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) in Italia, come nel caso di qualsiasi altra società residente in Italia. Se la filiale Ltda nel Regno Unito realizza le proprie attività operative in territorio inglese, può richiedere un numero di Partita IVA alle autorità fiscali britanniche, sempre che il suo fatturato annuo superi le 79.000,00 sterline e, di conseguenza, render conto solo alla tesoreria inglese, senza dover sottostare alle obbligazioni aggiuntive imposte dalle autorità fiscali italiane riguardo a qualsiasi attività svolta in Italia. Il tasso d’imposizione ordinario (IVA) vigente nel Regno Unito è del 20%.
In generale, in conformità con la pragmatica mentalità inglese, non accade quasi mai che una filiale Ltda nel Regno Unito, il cui fatturato sia inferiore alla soglia delle 79.000 sterline, richieda l’IVA e pertanto, per soddisfare le richieste del HMR & C, HM Revenue & Customs (Delegazione delle Finanze Inglese), possono essere necessarie delle informazioni in più per verificare le operazioni reali dell’impresa, l’esistenza di uno stabilimento, le relazioni commerciali e il suo ambito d’interesse. Il tempo necessario per ottenere il numero di Partita IVA varia da nove a dodici settimane.
Per operare senza Partita IVA nel Regno Unito dovete leggere con attenzione quanto segue, valido all’interno della Comunità Europea, ovviamente per i clienti italiani: a) senza IVA, se la persona ha un numero di Partita IVA valido nel proprio Paese di residenza agli effetti fiscali; b) con IVA nel caso di persona o ente che non abbia un numero di Partita IVA; c) con IVA per le persone fisiche e giuridiche residenti agli effetti fiscali in Paesi esterni all’Unione Europea (UE). Le fatture emesse da una filiale Ltda nel Regno Unito sono deducibili dalle imposte, secondo il progetto di legge adottato dall’Unione Europea. Il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord non è un Paese su cui gravano concessioni o che figura nella lista nera. Le fatture emesse da una filiale Ltda nel Regno Unito (o proveniente da un’altra lista bianca di giurisdizione straniera) si adeguano sia alla legislazione italiana, sia a quella comunitaria, sempre che, ovviamente, non siano emesse con finalità elusive nei confronti delle autorità fiscali italiane. In altre parole non si può operare in Italia né all’estero senza fattura: è illegale e va contro la normativa nazionale e internazionale.
Molti credono anche di poter operare in Italia con una Ltda per evitare così di pagare imposte. Non è così. Tuttavia è possibile utilizzare una Ltda inglese, per svolgere attività esclusivamente in Italia, sempre che si stabilisca permanentemente una Ltda locale della stessa filiale Ltda inglese. Se si rispettano questi requisiti obbligatori, la struttura sarà soggetta alle norme tributarie italiane. La filiale Ltda in Italia beneficerà delle norme inglesi più favorevoli, sul suo funzionamento generale, ossia sul capitale, sul trasferimento di azioni e sulla possibilità – dopo aver pagato le tasse in Italia – di trasferire legalmente somme di denaro nel Regno Unito. Un’altra domanda che si possono porre i futuri imprenditori è se per stabilire permanentemente una filiale Ltda inglese in Italia è necessario attivare La casella di Posta Elettronica Certificata (PEC) presso il Registro delle Imprese. La risposta è ovviamente sì per tutti i campi registrati presso la Camera di Commercio competente sul territorio, ai sensi dell’Articolo 2508 del Codice Civile, per quanto si riferisce alla pubblicità delle azioni corporative, poiché la casella PEC rappresenta un obbligo legale in Italia. Questo requisito non è necessario per le piccole unità locali di imprese straniere, che non siano radicate permanentemente in Italia, giacché non sono iscritte nel Registro Mercantile. È utile avvertire che, senza stabilirsi in maniera permanente, le filiali Ltda delle imprese straniere non possono operare sul mercato italiano, né arrivare a nessun tipo di accordo.
Tuttavia una filiale Ltda del Regno Unito può avere un Ufficio di Rappresentanza sul territorio italiano, anche se bisogna prestare attenzione a molti fattori, per non incorrere in problemi di natura fiscale. La legislazione italiana vigente non definisce con precisione come istituire un Ufficio di Rappresentanza in Italia di un’impresa straniera: per farlo, secondo le interpretazioni pratiche comunemente adottate, l’interessato deve consultare i moduli dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE). Per tanto un Ufficio di Rappresentanza in Italia è riconosciuto come tale solo se realizza funzioni esclusive di promozione e pubblicità, raccolta di informazioni, ricerca scientifica o di mercato, escludendo ogni tipo di attività produttiva totale o di vendita di beni.
L’Ufficio di Rappresentanza in Italia potrà avere solo un incaricato e gli è vietato entrare in relazione con imprese straniere radicate nel mercato nazionale italiano e realizzare attività produttive, commerciali, di vendita o di consulenza o di gestione imprenditoriale. In altre parole l’Ufficio di Rappresentanza in Italia deve svolgere solo un’attività di promozione imprenditoriale e non esercitare direttamente attività imprenditoriali (produzione, vendita, attività commerciali o di consulenza) e, di conseguenza, non ha la facoltà di decidere o di rappresentare l’impresa madre presso terzi. Per questo tipo di condizioni, un Ufficio di Rappresentanza in Italia non è soggetto a nessuna tassa, perché non produce nessun tipo di entrate e le sue spese sono sostenute dall’impresa madre.
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