Investire in Spagna

pic 5411 4818Investire in Spagna è attualmente un’opportunità molto vantaggiosa in Europa, per gli alti potenziali di cui questo Paese dispone, in differenti settori economici. Nonostante la crisi, con un PIL nominale di 1.479.560 $, la Spagna è la quinta economia dell’ Europa e la tredicesima nel mondo. 
Il cuore delle attività economiche della Spagna è la città di Barcellona, ma ultimamente anche Valencia sta acquisendo un ruolo di primo piano, giacchè gode di una posizione portuaria strategica, è ben collegata alla capitale, mediante treni ad alta velocità, ed offre servizi a costi più bassi, rispetto al capoluogo catalano.
L’economia spagnola è rappresentata, per il 7%, dal settore primario, che, nell’arco di pochi anni, si è molto sviluppato, passando da una situazione di notevole arretratezza, ad una tappa di meccanizzazione e modernizzazione Tra le principali fonti d’ingresso in questo settore vi sono: gli allevamenti di ovini (Merinos), bovini e suini e la pesca delle acciughe, delle sardine e dei tonni, poi lavorati dalla moderna industria conserviera locale.
Il settore secondario rappresenta il 29% dell’economia della Spagna: mediante lo sfruttamento dei vari giacimenti minerari presenti sul territorio molti settori industriali hanno avuto un forte sviluppo e sono in via di continuo miglioramento, soprattutto l’industria delle energie rinnovabili, l’industria farmaceutica, le biotecnologie, i trasporti, le piccole e medie industrie tecnologiche. Infine il settore terziario rappresenta il 64% dell’economia locale ed è anch’esso in forte espansione, soprattutto negli ambiti della navigazione marittima, delle telecomunicazioni e delle tecnologie informatiche, delle vie di comunicazione e, principalmente, del turismo. Il turismo infatti rappresenta la maggior fonte d’entrata per la Spagna, che è la terza potenza al mondo in questo settore.
In ambito finanziario, la crisi dei prestiti subprime, esplosa nel 2008, ha portato al crollo dei prezzi per l’acquisto o l’affitto di capannoni industriali, aprendo vantaggiose possibilità d’investimento. Tramite la Sareb (Società di Gestione di Attivi provenienti dalla ristrutturazione bancaria), sette banche spagnole hanno beneficiato di un fondo immobiliare strategico, che ha assorbito gli immobili su cui gravavano prestiti che non potevano più essere riscossi o il cui valore si era enormemente contratto. Si trattava sia di appartamenti residenziali, sia di fabbricati ad uso commerciale, sia di ville e residenze di prestigio situate in zone turistiche della Spagna che attualmente sono venduti a prezzi scontati anche del 60% rispetto a prima della crisi. Questo è anche un buon momento per costituire una società per l’esercizio di un’attività commerciale in Spagna, vista la nuova aliquota sul reddito d’impresa: 15% fino a 300.000 euro di fatturato per i primi due anni. Per aprire una Società Limitata sono sufficienti 3.000 euro, con i quali è possibile pagare atto notarile, iscrizione al registro di commercio, partita iva ed altri adempimenti tributari; per gli oneri di amministrazione contabile si richiedono poi 150/200 euro mensili.
Infine, nel 2010 le esportazioni sono cresciute del 17,4%, arrivando ad una quota di 185,8 miliardi di euro, ovvero recuperando i livelli pre-crisi, grazie agli ottimi collegamenti aerei navali e terrestri con il resto dell’Europa.
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