Investire a londra

pic 7385 7295A partire da novembre del 2011, con l’arrivo al governo di Mario Monti, sono aumentati gli investimenti italiani sul mercato immobiliare al di fuori della zona dell’euro. Per sfuggire alle tasse sempre più pesanti sul patrimonio imposte dallo Stato, come le nuove tasse sugli immobili, sulle barche, sugli aerei privati e persino sulle proprietà all’estero, gli Italiani più ricchi, alcuni dei quali già investivano in Europa, a New York e a Miami, hanno iniziato ad investire anche sul mercato immobiliare a Londra. Lo stesso hanno fatto anche i Greci più benestanti, che, nel pieno della crisi,prima di espatriare, hanno investito tutti i loro risparmi all’estero, in Svizzera o a Londra. 
Londra sembra aver definitivamente superato la crisi del mercato immobiliare. Con il fallimento della banca Lehman Brothers, nel marzo del 2009, i prezzi hanno raggiunto il loro picco minimo, ma nell’arco di tre anni  c’è stato un aumento del 43%. Nel febbraio del 2012, il prezzo medio di una casa a Londra è salito dell’11% all’anno e le vendite hanno registrato un aumento fino all’85% annuo. Secondo Laurent Lakatos, Direttore del Finabury Properties Ltd., le cause di una così rapida ripresa sono state molte, tra cui: “Una sterlina  debole, l’elevata resa degli affitti ed il rispetto per la proprietà privata”. Un altro elemento che ha favorito il rialzo dei prezzi, sempre secondo Lakatos, sarebbe il fatto che a Londra, a differenza di quanto accade in Francia o in Italia, “l’equilibrio dei poteri non è favorevole al locatario”. 
Attualmente il mercato immobiliare di Londra è comunque tra i più quotati. Fino a qualche tempo fa, i principali acquirenti di case nel centro di Londra, dopo gli inglesi, erano sempre stati i Russi. Nel 2011, invece, i più numerosi ad investire sul mercato immobiliare di Londra sono stati i Greci, seguiti dagli Italiani, con un totale di investimenti pari a 406 milioni di euro, contro il 290 milioni di euro dell’anno precedente. In questo stesso anno Italiani e Greci hanno rappresentato il 10% dei compratori stranieri di case a Londra.
Nel 2012 gli acquirenti di case a Londra più numerosi sono stati gli Italiani, che hanno realizzato il 7,3% degli acquisiti, principalmente nei quartieri di South Kensington, Notting Hill, Fulham e Chelsea, per un valore medio di 2,4 milioni di euro, spodestando di nuovo i Russi dal loro primato. Infatti nel 2012, solo il 7,2% degli acquisti è avvenuto ad opera di compratori russi, anche se con un valore medio d’acquisto molto più alto, di circa 5,8 milioni di euro. 
Londra costituisce, dunque, una piccola isola felice, ma con la sua zona d’ombra, rappresentata, in questo caso, dalla “mansion tax”. Si tratta di una nuova tassa imposta dal governo sulle proprietà immobiliari che valgono più di 2,3 milioni di euro e che, secondo il Center for Policy Studies, rischia di danneggiare la posizione privilegiata della città nell’ambito del settore immobiliare, in quanto frenerebbe i grandi ricchi d’Europa nella loro decisione di investire sul mercato delle case a Londra.
In base ad informazioni raccolte presso le autorità di vari Paesi e presso le organizzazioni di operatori immobiliari locali, il numero degli Italiani che decidono di investire sul mercato immobiliare straniero è in continuo e rapido aumento. Mentre la crisi della compravendita colpisce drasticamente il mercato nazionale, per cui attualmente sono molto pochi gli Italiani che vendono o comprano un immobile in Italia, sono invece sempre più numerosi quelli che scelgono di acquistare immobili all’estero.
Negli ultimi dieci anni gli acquisti di immobili all’estero, da parte di residenti in Italia, sono più che raddoppiati. Nel 2013 le famiglie italiane hanno comprato 42.300 immobili oltre frontiera, ovvero il 6,3% in più rispetto a quelli acquistati nell’anno precedente; per il 2014 si prevede che gli immobili acquistati all’estero abbiano raggiunto le 45.000 unità. 
Gli Italiani sono tra i primi, in Europa ad investire sul mercato immobiliare straniero: sono infatti al secondo posto nella classifica dei compratori di immobili all’estero, preceduti solo dai Tedeschi, ma seguiti da Inglesi e Francesi. Tutto ciò a dispetto della nuova tassa Ivie, varata dal Governo Monti, con la cura antispread, che obbliga gli Italiani residenti entro i confini della penisola, a corrispondere un’imposta allo Stato per gli immobili che posseggono all’estero. Cosa spinge, dunque, molti Italiani ad investire sul mercato immobiliare straniero, mentre quello italiano è pressoché bloccato? Probabilmente il fatto che sono sempre meno gli immobili veramente di qualità in Italia, soprattutto quelli in zone di mare o di montagna. Parallelamente a questo le tasse sulle seconde case diventano sempre più pesanti e difficili da gestire.
Gli Italiani che decidono di investire su immobili stranieri, lo fanno principalmente per andarci vivere. Di solito chi vi abita sono giovani che si trasferiscono all’estero per lavoro; oppure sono pensionati che decidono di andare a vivere fuori dall’Italia, in un Paese lontano in cui godersi i risparmi di una vita. Ci sono poi persone che comprano immobili all’estero per metterli in affitto ed avere qualche guadagno in più, fuggendo dai ribassi sul mercato immobiliare in Italia, ma si tratta di una minoranza.
Gli Italiani investono principalmente nelle grandi città, come New York o Parigi: qui infatti è possibile affittare con facilità immobili di piccole dimensioni e ricavare redditi sicuramente più alti di quelli che si ricaverebbero in Italia. Se prendiamo in considerazione la destinazione degli investimenti dgli Italiani, attualmente è in aumento l’interesse ad investire sul mercato immobiliare della Gran Bretagna, della Spagna e del Canton Ticino; rimane stabile il panorama degli investimenti negli Stati Uniti ed è invece in calo il numero degli acquisti di immobili in Francia e in Grecia.
La cifra che mediamente gli Italiani decidono di investire nell’acquisto di un immobile all’estero è di 130 mila euro, ma sono sempre di più quelli che acquistano immobili all’estero per un valore superiore ad un milione di euro. I principali acquirenti di immobili oltre frontiera provengono dal Nord dell’Italia: il primo posto spetta agli abitanti della Lombardia ed il secondo a quelli del Veneto.
 
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