Il sistema tributario maltese

La mediterranea Repubblica di Malta non è solo una destinazione turistica bellissima e attraente e uno spazio ideale in cui stabilire la propria residenza, ma è anche uno dei centri finanziari più importanti del mondo, in cui gli imprenditori intelligenti dispongono di terreno fertile per concludere affari e incrementare il proprio capitale, poiché beneficia di un sistema fiscale che, a differenza di molti altri, come ad esempio quello italiano, stimola l’imprenditore e l’impresa ed è pensato per evitare la doppia imposizione.
Dopo i cambiamenti legislativi introdotti dalla Legge sull’Imposta sul Reddito del 1994, l’isola si è lasciata alle spalle l’immagine di paradiso fiscale mediterraneo e, da allora fino ad oggi, si è consolidata come un moderno e dinamico centro finanziario internazionale.
Il sistema tributario maltese mira quasi esclusivamente a promuovere gli investimenti stranieri, con l’obiettivo di consolidare e incentivare lo sviluppo delle prestazioni finanziarie. Un fattore chiave di questa politica è stata l’adesione dell’isola all’Unione Europea, nel 2004, che ha facilitato la riforma tributaria del 2007, mediante la quale è stata introdotta l’esenzione da partecipazione e sono stati aboliti i benefici fiscali  delle International Trading Companies (ITC). Nel 2010 è accaduta la stessa cosa anche con le International Holding Companies (IHC) e ciò ha fatto sì che, in quello stesso anno, la Repubblica di Malta entrasse nella cosiddetta lista bianca internazionale.
Per quanto riguarda le entrate personali, si calcola come periodo impositivo l’anno naturale e le entrate tassate sono le seguenti: redditi provenienti da imprese; da lavoro indipendente; da lavoro dipendente; da investimenti; da capitale.
Il sistema tributario maltese individuale è simile a quello vigenti in molti altri luoghi del mondo: la tassazione è molto vincolata al luogo di residenza abituale, soprattutto per evitare la doppia imposizione. Esistono varie figure, in riferimento all’Imposta sulle Entrate:
1. Le persone domiciliate a Malta o con residenza abituale sull’isola sono obbligate a pagare l’imposta sulle entrate ottenute in qualsiasi parte del mondo, secondo il principio d’imposizione fiscale valido in campo internazionale e, di conseguenza, anche in Italia.
2. Le persone naturali residenti nella Repubblica di Malta e con residenza abituale all’estero all’estero pagano un’imposta sulle entrate ottenute a Malta e su quelle ottenute all’estero, ma a Malta ricevono le plusvalenze generate sulla base delle loro attività all’estero. Nell’isola la tassazione è progressiva e le detrazioni arrivano a un massimo del 35%, con variazioni che dipendono dal fatto che contribuente sia sposato o no (in quest’ultimo caso deve vivere da solo).
3. Le persone fisiche non residenti né domiciliate a Malta ricevono un trattamento identico per quanto riguarda l’imposizione sui redditi prodotti esclusivamente in territorio maltese e su quelli prodotti all’estero, ma portati fisicamente a Malta. A ciò si aggiungono le imposte e le regalie sulle entrate derivanti da investimenti, così come sui profitti provenienti da capitale investito in azioni collettive e sui valori derivati dai beni immobili a Malta.
4. Le persone con residenza temporanea a Malta per un periodo inferiore ai sei mesi durante uno stesso anno, pagano imposte solo sulle entrate prodotte sul territorio.
5. Le persone con residenza permanente interessate a trasferire la propria residenza fiscale a Malta devono ottenere una certificazione previa dagli uffici delle imposte, sulla base dello Schema di Residenza Permanente, alle seguenti condizioni: tassa del 15% sulle entrate inviate a Malta per un valore non superiore ai 4.193 euro l’anno; esenzione totale per i profitti derivanti da capitale inviati a Malta; esenzione dall’imposta sull’eredità; un regime speciale per i rimborsi e le esenzioni fiscali.
Si può affermare che a Malta gli imprenditori hanno diritto a un sistema tributario equo e soprattutto vantaggioso, con una tassazione massima del 35% e vari sgravi: c’è dunque una buona corrispondenza tra le necessità dello Stato di riscuotere imposte e il diritto del lavoratore a incrementare i risultati economici del proprio lavoro.
Inoltre il sistema tributario maltese per le società è molto vantaggioso, perché non esiste nessun tipo di imposizione separata dai benefici imprenditoriali. Pertanto le imprese e gli altri enti giuridici sono soggetti a un regime fiscale le cui regole sono diverse per le distinte categorie di contribuenti. Da tutto ciò si deduce che non esiste nessun’imposta aggiuntiva per i beneficiari dei dividendi e che l’azionista è soggetto a una tassazione più bassa, applicabile nei casi di rimborso dovuti ai pagamenti in eccesso per le imprese di sua proprietà. Le società residenti, sono soggette a tassazione sulle entrate prodotte nel resto del mondo; le società non residenti sono invece soggette a tassazione sulle entrate prodotte sul territorio.
Nella Repubblica di Malta esistono anche le Società Collettive e le Società Limitate, considerate trasparenti agli effetti fiscali; di conseguenza i benefici sono tassati direttamente agli azionisti. Ci sono altri tipi di persone giuridiche, come le cooperative e le CIS (istituzioni di investimenti collettivi), che godono di un sistema di assoluta esenzione dalle tasse. Con il fine di evitare la doppia imposizione, il sistema tributario maltese facilita, secondo i casi, che alcune persone giuridiche beneficino di alcuni tipi di esenzioni dalle tasse come l’applicazione di misure di sgravio unilaterale e di piani tariffari di credito fiscale straniero.
Secondo tali premesse, il dinamico, equo e moderno sistema fiscale maltese è molto competitivo, redditizio e attraente per molti investitori, sia per la sua efficienza, sia per l’estrema semplificazione delle procedure da seguire per ottenere certi vantaggi fiscali e legali. Per esempio: tasso impositivo del 35%; nessun tipo di restrizioni sul cambio; assenza di legislazione sulle CFC (Società Estere Controllate) e di norme sulla sottocapitalizzazione o sui sovrapprezzi per trasferimenti; nessun tipo di ritenuta alla fonte sui dividendi, sugli interessi e sulle regalie per i non residenti; assenza di un’imposta sul capitale. A tutto ciò si somma un sistema diversificato di rimborsi, il cui obiettivo è evitare la doppia imposizione, rispettivamente del 67/, 5/7 e 2/3, per  l’imposta pagata a seguito della ritenuta alla fonte sui dividendi, per le tasse sugli interessi o per l’imposta di ritenuta sui diritti d’autore.
Quest’ultimo aspetto è molto importante, infatti una Ltda maltese può essere legalmente di proprietà di un britannico o una Società a Garanzia Limitata (impresa straniera o distinta da Malta) austriaca può servire come holding affinché per le entrate prodotte dal proprietario dell’impresa sia possibile beneficiare di un rimborso delle tasse di 30 punti percentuali sulla tariffa di 35.
 
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