Il guru finanziario Jeremy Grantham attacca la FED

pic 2044 6717Qualche tempo fa, Jeremy Grantham, cofondatore della società di gestione Grantham Mayo van Otterloo (GMO), ha definito “ignorante”, sul New York Times, la nuova presidentessa della Riserva Federale degli Stati Uniti (FED), Janet Yellen. Ha anche dichiarato che il lento recupero statunitense non dipendeva dalla grave crisi finanziaria, dall’alto tasso di disoccupazione e dai continui punti morti a Washington.
Al contrario lo stratega di Wall Street ha accusato la FED di aver lasciato cadere nel vuoto il progetto di recupero che invece avrebbe dovuto rilanciare. Grantham non solo crede nelle leggi dell’economia, ma le domina esattamente.
Tuttavia, secondo alcuni specialisti, i bassi tassi di interesse stimolano l’economia e naturalmente sono d’accordo sul fatto che la FED ha fatto tutto il possibile per mantenere i tassi d’interesse ai livelli minimi durante il maggior tempo possibile. Questo, secondo la loro opinione, dovrebbe aver aiutato l’economia. Il recupero dello Stato è proceduto, in alcuni momenti, con maggior lentezza, ma negli ultimi mesi è avanzato in maniera normale.
Tale dilemma ci porta a domandarci: “Jeremy Grantham ha ragione o è semplicemente un pazzo?”. Per chiarire il dubbio la rivista Fortune gli ha fatto alcune domande:
Fortune: Ritiene che le politiche della FED, in particolare la flessibilizzazione quantitativa, abbiano frenato il recupero? Qual è secondo lei la prova per dimostrare questa tesi?
Grantham: È molto probabile che il processo recupero sia rallentato a causa delle azioni della Riserva Federale. Ovviamente stiamo parlando di un’evidenza aneddotica, perché non esistono strumenti di controllo. Ma se guardiamo agli anni ‘80 ci accorgiamo che gli Stati Uniti avevano un livello di debito totale pari a circa 1,3 volte il PIL. Poi si è registrato un notevole aumento nei decenni più recenti, fino ad arrivare ad un livello pari a 3,3 volte il PIL. Ed il PIL in questo periodo di tempo ha rallentato la sua crescita.
“Ma andiamo un po’ più indietro – ha aggiunto il guru finanziario Grantham -; dopo la crisi economica scoppiata al termine della Prima Guerra Mondiale non vi sono stati interventi o operazioni di riscatto e l’economia ha recuperato solidamente. Durante la crisi di risparmi e prestiti degli anni ‘80 e ‘90 (comunemente chiamata la crisi S&L), abbiamo liquidato le banche che non funzionavano ed le loro cattive scommesse immobiliari. I prezzi delle proprietà si sono abbassati, i gioghi capitalisti hanno iniziato a fluire e l’economia si è ripresa stabilmente. Invece in quest’occasione non abbiamo liquidato i ragazzi che hanno fatto le cattive scommesse.
“Durante i prossimi sette anni” ha detto il guru finanziario “credo che il mercato offrirà una redditività negativa. Il prossimo verdetto sarà diverso dai precedenti perché la FED ed altre banche centrali del mondo hanno utilizzato in ogni maniera possibile lo strumento della leva finanziaria ed in questo modo i loro bilanci ne sono rimasti negativamente colpiti. Non avevamo mai visto prima una cosa del genere. Gli attivi sono sopravvalutati in generale. Ritorneranno ad aver un buon prezzo quando cadrà il loro valore. Di conseguenza si tratterà di un processo doloroso per gli investitori.”
“Per questo motivo raccomando agli azionisti quanto segue: La lezione che tutti dobbiamo imparare è che in questi casi di grande euforia è meglio mantenere i piedi per terra ed avere una visione a lungo termine.
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