OPM Corporation, servizi dai Paradisi Fiscali Offshore

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Domande Frequenti Paradisi Fiscali e Offshore
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faq2In questa sezione abbiamo cercato di rispondere a: domande frequenti paradisi fiscali, domande frequenti offshore, domande frequenti banca offshore, domande frequenti investimenti immobiliari.

Se non trovate risposta ad una domanda potete inviarcela per email e la inseriremo nelle domande frequenti paradisi fiscali, domande frequenti offshore, domande frequenti banca offshore, domande frequenti investimenti immobiliari, in modo da rendere il sito sempre più ricco e “amichevole”.


Domande Frequenti Paradisi Fiscali e Offshore

Domande Banca Offshore

Per saperne di più sui Paradisi Fiscali e Offshore


Domande Frequenti Paradisi Fiscali e Offshore

  • Una società offshore, per esempio di Panama o Seychelles, può acquistare regolarmente immobili o altri beni, o lo deve fare attraverso una succursale o società on-shore controllata dalla società offshore?

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    Dipende dal paese. In Italia basta registrare la società all’ Ufficio delle Entrate per ottenere un codice fiscale. Nella maggioranza dei paesi é così.

  • Attenzione a cosa acquistate

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    Molti di voi si affacciano per la prima volta al mondo offshore e alla pianificazione fiscale ed è comprensibile che nell' affanno di non essere stritolati dalla morsa fiscale cerchiate una soluzione per ridurre la pressione dell' erario. Le opinioni rilasciate tramite corrispondenza elettronica o nelle chat non sono e non vogliono essere avvisi legali e molto spesso (io direi sempre) sono limitate, spesso anche dalla reticenza degli stessi clienti. Se volete uno studio scritto, con fondamento legale, richiedete una consulenza.

    Non esistono formule matematiche ne miracolose ed ogni caso è differente.
    Spiegate sempre, con lusso di dettagli, quale attività desiderate intraprendere.
    Non chiedeteci opinioni su servizi offerti da altri siti, ne su consulenti. Ognuno ha la tendenza di portare l' acqua al proprio mulino.
    Noi vi consigliamo la struttura che riteniamo più adatta alle vostre esigenze, a seconda delle informazioni che ci avete proporzionato. Non facciamo domande per intrometterci nei vostri affari ma per consigliarvi meglio.
    Se volete un' altra struttura che "qualcuno" vi ha consigliato, noi possiamo vendervela ugualmente, e sempre a prezzi competitivi. Esistono decine di giurisdizioni offshore e noi abbiamo corrispondenti nella maggioranza di esse. Comprando con noi avrete la sicurezza di sapere con chi state trattando.

    In internet troverete tanti buoni professionisti dell' offshore, molti ignoranti che vorranno dire la sua e forse anche qualche disonesto, ponderate con chi intraprenderete questo viaggio in modo da non restare soli o senza assistenza quando ne abbiate bisogno.
    I forum dei neofiti , solo vi confonderanno di più le idee e spesso, dietro a questi, si celano professionisti scorretti o persone interessate a creare confusione e allarmismo.
    Ponderate bene le vostre decisioni, rivolgetevi sempre al vostro legale e commercialista di fiducia, documentatevi e poi decidete.
    Ricordatevi che se volete saperne di più troverete nel sito una sezione di Domande Frequenti, articoli di approfondimento che potrete trovare con la funzione , un manualetto su "Come usare una società offshore" che può essere scaricato gratuitamente registrandosi nel sito e i libri "Come pagare Zero tasse. I paradisi fiscali" e " I segreti della banca offshore. Come operare in sicurezza" che si possono acquistare su www.expatsebooks.com

  • É legale possedere una società offshore?

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    Cento per cento  legale. Quasi il 50% (112 su 250) delle società quotate in borsa ed il 25% (22 su 88) dei gruppi bancari hanno partecipazioni, quasi sempre di controllo, in società residenti nei paradisi fiscali. Perché?  La risposta é semplice: per pagare meno tasse!

  • Perché andare offshore?

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    Semplicemente per proteggere i propri capitali e ridurre il carico fiscale. Attualmente esistono oltre 250 giurisdizioni che offrono uno o più incentivi agli investitori non residenti, alcuni di questi paesi sono anche dei veri e propri paradisi per le vacanze. Ogni paese considerato paradiso fiscale offre alcuni limitati vantaggi ai residenti o alle società lí domiciliate.

  • Nei Paradisi Fiscali si pagano le tasse?

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    Si anche nei paradisi fiscali si pagano le tasse ma ognuno applica una tassazione differente, per esempio, nel Principato di Monaco non si pagano le tasse dei redditi personali, mentre le società sono altamente tassate. A Panama é  esattamente il contrario, sempre e quando la società lì domiciliata non svolga attività nel territorio nazionale. Noi sfruttiamo le leggi di ogniuno dei paradisi fiscali per permettervi di pianificare le tasse della vostra attività in modo tale da pagare meno tasse e in certi casi anche zero tasse.  Negli USA, durante il proibizionismo, e quando il gioco d’azzardo era vietato, alcuni audaci imprenditori avevano aperto dei Casinò naviganti, dove, fuori dalle acque territoriali - offshore -, dove piovevano le scommesse tra fiumi di bevande alcoliche. L´ industria offshore é piccola e misteriosa, nonostante secondo le ultime stime gestisce oltre il 60% dei capitali mondiali, offrendo strutture per pagare meno tasse o zero tasse.

  • Cosa significa offshore?

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    Offshore: significa letteralmente fuori dalle acque territoriali o in caso di una operazione finanziaria realizzata fuori dal Paese di residenza (operazione extraterritoriale). Ovvero, per operare offshore é necessario poter dimostrare che l'attivitá é svolta al 100% fuori dal paese di residenza. Noi vi aiutiamo in questo se la vostra attività é compatibile. Se la vostra attività é svolta nel vostro paese di residenza, avete uffici, negozi, depositi merci, ecc., non potete operare offshore.

  • Quali sono i benefici di una società offshore?

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    Le società offshore principalmente offrono l´anonimato dei soci ed hanno in genere un costo ridotto rispetto alle società di molti paesi industrializzati. Operando da un territorio offshore si riesce oltre a limitare la responsabilità degli azionisti, a ridurre, in molti casi, il carico fiscale. Nello statuto appaiono, in genere,  da 1 a 3 direttori e le azioni sono al portatore. Se il cliente non desidera apparire il nostro studio legale offre i direttori (il costo é di 150 euro all' anno),  viene inoltre fornita una delega generale notarile e apostillata (riconosciuta dal Ministero degli Esteri) al proprietario/azionista per potere amministrare la società, comprare, vendere, aprire conti bancari, aprire succursali, ecc. Le azioni in genere si consegnano al portatore. Il capitale non deve essere versato, solo si paga una tassa sullo stesso che é compresa nel prezzo di registro.

  • Perché aprire una società o fondazione offshore?

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    1.  Per aprire conti esteri e/o investimenti di borsa potendo occultare in caso di necessità (divorzio, sequestro di beni, ecc.) il reale beneficiario.
    2.  Per partecipare a società nazionali, occultando i veri soci e riducendo i costi notarili.
    3.  Per comprare e vendere merci alla propria ditta nazionale o ad altre, fatturando il prezzo desiderato.
    4.  Per fatturare servizi come se fossero eseguiti dall´estero, evitando di pagare le tasse (consulenze, servizi web, progetti, libri, articoli, ecc.).
    5.  Per proteggere i vostri beni in Italia o all'Estero.
    6.  Per evitare sequestri giudiziari
    7.  Per evitare le tasse di successione e garantire un miglior futuro alla vostra famiglia
    8.  Per crearsi un'alternativa economica nel più completo anonimato
    9.  Per ridurre il carico fiscale
    10.Per investire all'estero

  • E se voglio aprire una succursale in Italia ho dei vantaggi?

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    Prima di tutto é importante rilevare che in questo caso é soggetto ai controlli e alle leggi italiane come con una normale società. Però ottiene una vera S.R.L. a poco più di 1000 Euro.  Le società di diritto estero possono essere registrate in Italia e in qualsiasi altro paese della comunità europea, e se non altro hanno un costo notarile  nettamente inferiore a quelle nazionali. Qualunque offshore può essere registrata in Italia ed avere una propria sede legale, telefono, fax, conto bancario, richiedere mutui e leasing, ecc.
    Vi sono due soluzioni differenti tra loro: il Representative Office e l' identificazione della società presso i Pubblici Registri. Nel primo caso la società estera apre unicamente un codice fiscale e posizione IVA e si comporta da ufficio di rappresentanza della società estera: gli adempimenti contabili sono davvero semplici; va unicamente presentata una comunicazione di apertura in bollo alla camera di commercio locale sull’apertura di tale ufficio. É necessario inoltre designare un rappresentante fiscale in Italia. Nel secondo caso la società di diritto estero, pur mantenendo nome ed estensione (LTD, LLC, Corp ecc.) diviene una vera e propria Srl con tutti gli adempimenti che comporta: contabilità ordinaria, INPS, INAIL, bilanci e dichiarazioni mensili dell’Iva. La società dovrà designare i propri amministratori in Italia pur rimanendo di diritto estero in quanto fallibilità o bancarotta. Il rappresentante fiscale ha un ruolo limitato alla registrazione.

  • Ci sono varie giurisdizioni offshore, alcune anche in Europa, qual é la migliore?

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    Quando si decide di fare il passo offshore, tenete presente che più lontano da casa é e maggiori sono i vantaggi. Noi scegliamo di preferenza le società panamensi per il basso costo, la facilità di amministrazione (in pratica non ci sono requisiti) e per il fatto che dal 1932 Panama offre la migliore legge offshore.

  • Ho sentito parlare di blacklist, le fatture, delle società di paesi inseriti in queste liste, si possono scaricare?

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    La norma del testo unico delle imposte sui redditi attualmente in vigore determina l' indeducibilità di fatture dei costi sostenuti per operazioni intercorse con fornitori residenti in Paesi considerati "paradisi fiscali" e inseriti nella black list dell' Ufficio delle Entrate.  Si tratta però di una limitazione - attualmente - abbastanza "blanda", visto che è applicabile solo ad operazioni tra società appartenenti allo stesso gruppo e che non si applica se si fornisce la prova che la società estera svolge prevalentemente un'attività commerciale effettiva, ovvero che le operazioni poste in essere rispondono ad un effettivo interesse economico e che le stesse hanno avuto concreta esecuzione. Inoltre ovviamente, i costi si possono dichiarare e scaricare dimostrando che l'impresa esiste, per esempio se voleste scaricarvi una nostra fattura non avreste nessun problema in caso di controlli. Viene richiesta la segnalazione all'Ufficio delle Entrate di fatture emesse da società di paesi inseriti nella black list. 
    Noi offriamo, in caso di necessità, una struttura completa con segretarie, telefoni fax, siti d´internet che fanno della vostra società una compagnia reale, a prova di tutti i controlli.   Certo é che nessuno ama dover dare spiegazioni allà Ufficio delle Entrate, per questo offriamo differenti strutture secondo le esigenze di pianificazione fiscale di ogni singolo cliente, anche società esentasse che non sono in black list e società a bassa imposizione fiscale.

  • Cosa sono le scatole cinesi?

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    Le cosiddette “Scatole Cinesi” servono solamente nel caso in cui sia necessario rendere anonima la proprietà di un’azienda. Per “anonima” intendiamo non riconducibile ad alcuno in via civile. Le scatole Cinesi possono essere tante quante ne occorrono nel vostro sistema di titolarità. La formula più semplice è creare una “piccola holding” che fa capo a Voi (Panama, Dominica, Delaware-USA) e con questa acquistare altre società o quote di altre società. Anche una società italiana può essere posseduta da una piccola holding panamense.

  • Qual´ è il gioco dei doppi nomi?

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    Si tratta di incorporare due società con lo stesso nome, una in un paradiso fiscale ed una in un paese a bassa tassazione e senza grandi controlli (Svizzera, repubblica Dominicana, ecc.). La prima apre i conti in banca, ovvero maneggia il capitale. La seconda é quella di facciata, che fattura, questa si costituisce in un paese dove non ci sono grandi controlli fiscali e dove gli azionisti non hanno ne proprietà ne conti in banca. La seconda fattura, per esempio ad una società italiana, ma quando vengono forniti gli estremi del pagamento si da il numero di conto della prima società. In caso di controlli non insospettisce una fattura di un paese che non é nelle liste nere della Finanza e nessuno può sapere che il conto é realmente intestato a XX Corp. di Panama che non ha nulla a che fare con l´omonima società.  Logicamente, quando questo sistema viene usato per evadere le tasse é illegale, ma é legale se viene utilizzato per la protezione del capitale. In alcuni paesi, per esempio, le imprese più forti utilizzano la pratica di sequestri giudiziari e conservativi con cause fittizie al solo scopo di strangolare le imprese più piccole.

  • Avete società già costituite? E quali sono i vantaggi e il costo?

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    Abbiamo società già costituite ("ready made o shelf") e pronte ad operare, per ricevere una lista fate richiesta a: info@paradisifiscali.org
    Hanno un utilizzo limitato ed il costo é ben maggiore. Molte imprese non desiderano fare affari con società nuove, alcune banche estere offrono conti correnti a società con almeno 2 anni di anzianità e lo stesso vale per ottenere una corporate card di American Express, per questo é utile in certi casi acquistare una società già esistente. Il costo varia a seconda dell´anno di incorporazione e a volte del nome. In genere bisogna sommare al costo iniziale di 1180 euro la somma di 500 euro aggiuntivi per ogni anno di anzianità. Le società di questo tipo vengono fornite con nuovi direttori e con le tasse pagate fino alla data di acquisto. Abbiamo poi società più care perché ad esempio hanno il nome di Banca e sono autorizzate ad operare nel campo finanziario. Costituiamo anche società negli Stati Uniti, negli stati che offrono esenzioni fiscale

  • Quanto costa la costituzione di una società offshore?

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    Dipende dai paesi e tipi di società, il prezzo va dai 700 Euro + Tassa Annuale e Delega Plenipotenziaria per un totale di 1,180 Euro (nostro prezzo base) ai 4.000 Euro per le società di gestione di giochi d' azzardo e 6.000 Euro per le società finanziarie.

  • In quanto tempo la ricevo?

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    Riceve i documenti costitutivi in 7-10 giorni dalla conferma della ricezione del bonifico. Se non vi viene confermato il pagamento é opportuno che vi mettiate in contatto con il nostro ufficio. Se richiedete una licenza (finanziaria, banca, fiduciaria, ecc.) l'invio si effettua dopo aver ottenuto la stessa.

  • In che momento dobbiamo pagare i vostri servizi?

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    100% al momento dell´ordine.

  • Che sicurezza abbiamo, pagando i vostri servizi in anticipo?

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    O.P.M. CORPORATION, fondata nel 1992, é una delle società leader nei servizi legali offshore, gli stessi sono forniti dallo studio legale Caporaso & Partners Law Office o da studi legali esteri associati.. Le nostre referenze bancarie e i conti con cui operiamo, tutti con banche AAA, garantiscono che la O.P.M. CORPORATION possiede capitali propri tali da garantire l'assenza di qualsiasi rischio eventuale. 

    Vorrei approfondire il tema: "paradisi fiscali e norme anti elusive"
    Sono paradisi fiscali quegli Stati che, per vari motivi, ma principalmente per attrarre capitali stranieri, incentivare gli investimenti e promuovere così lo sviluppo economico, pongono in essere regimi tributari caratterizzati da una pressione impositiva molto bassa, talvolta addirittura inesistente. Non solo : tali Stati generalmente presentano altre due importanti attrattive: la loro struttura politica ed economica é stabile, e sono dotati di una legislazione finanziaria e commerciale particolarmente agevolativa, che "protegge" gli affari, permettendo agli operatori economici di agire in condizioni di diffuso liberalismo, senza grosse e costose formalità, e con l'appoggio di una rete bancaria ben sviluppata e affidabile.
    E' indiscutibile l'attrazione che simili Paesi esercitano sui soggetti che operano in Stati ad alta fiscalità, i quali, al fine di minimizzare i costi aziendali, e non ultimi quelli fiscali, sono perennemente alla ricerca delle migliori opportunità da sfruttare.
    Se é vero che tutti i paradisi fiscali sono in genere caratterizzati da un regime tributario particolarmente favorevole, é tuttavia necessario fare le opportune distinzioni. Nella realtà, infatti, gli Stati a bassa fiscalità si differenziano molto tra loro proprio in relazione al tipo di agevolazioni tributarie che accordano: esistono i cosiddetti zero-havens, e cioè quegli Stati a imposte zero (come Panama, le isole Cayman, o le isole Vergini britanniche) caratterizzati dalla quasi totale assenza di imposizione diretta e di ritenute a titolo d'imposta sui redditi, ma nella maggior parte dei paradisi fiscali l'imposizione fiscale, piuttosto che inesistente, é da considerarsi moderata. Tali sono, ad esempio, quegli Stati nei quali le agevolazioni sono stabilite su base territoriale circoscritta, magari con riferimento alle cosiddette zone offshore, o quegli Stati che accordano vantaggi fiscali solamente a società appartenenti a determinati settori economici, come quello assicurativo, quello bancario o quello marittimo.
    Esistono, infine, le zone franche (le più importanti sono quelle di Miami e di Madeira) caratterizzate, ormai, non solo da esoneri doganali, ma anche da incentivi fiscali e finanziari.
    In un simile quadro di riferimento, é comprensibile quale possa essere la preoccupazione di quegli Stati che, procurandosi la maggior parte delle entrate di bilancio per mezzo della tassazione, si vedono sottrarre materia imponibile, talvolta anche in misura consistente, tutte le volte che i soggetti passivi d'imposta, instaurando rapporti economici con soggetti residenti nei paradisi fiscali, lì trasferiscono, in maniera artificiosa, buona parte dei loro redditi.
    Per scoraggiare questo tipo di comportamenti elusivi (si veda anche sull'argomento R. Cordeiro Guerra “Prime osservazioni sul regime fiscale delle operazioni concluse con società domiciliate in paesi o territori a bassa fiscalità”, nella Rivista di diritto tributario 1992, I, pagina 307, le misure approntate dalle amministrazioni fiscali di vari Stati si può dire che siano state pressappoco equivalenti: in Francia, ad esempio, viene presunta l'indeducibilità dei componenti negativi di reddito derivanti da operazioni intercorse tra imprese francesi e imprese situate in paradisi fiscali, mentre in Belgio, i contribuenti che desiderano portare in deduzione tali costi, hanno l'onere di provare che siano inerenti a operazioni realmente poste in essere.
    In Italia, la normativa anti-paradisi fiscali e' complessivamente contenuta nei commi 7-bis e 7-ter dell'articolo 76 del Tuir, e nei commi 1-bis e 1-ter dell'articolo 96 del Tuir, introdotti nel 1991, dai commi 12, 13 e 16, dell'articolo 11 della legge 30 dicembre 1991 n. 413, ampliati con la Finanziaria 2007. Il comma 7-bis dell'articolo 76 del Tuir recita: "Non sono ammesse in deduzione le spese e gli altri componenti negativi derivanti da operazioni intercorse tra imprese residenti e società domiciliate fiscalmente in Stati o territori non appartenenti alla Comunità economica europea aventi un regime fiscale privilegiato, le quali direttamente o indirettamente controllano l'impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l'impresa ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile. Si considera privilegiato il regime fiscale dello Stato o del territorio estero che esclude da imposte sul reddito o che sottopone i redditi conseguiti dalle predette società ad imposizione in misura inferiore alla metà di quella complessivamente applicata in Italia sui redditi della stessa natura. Con decreti del ministero delle Finanze, sono indicati gli Stati o i territori esteri aventi un regime fiscale privilegiato".
    Come appare evidente da una prima lettura, le citate disposizioni necessitano, in più di un punto, di alcune precisazioni. In particolare, non possono non essere qui sviluppate le seguenti considerazioni: per quanto riguarda l'ambito soggettivo di applicazione della norma, e' necessario sottolineare che, mentre per i soggetti passivi italiani e' richiesto il requisito della residenza, la cui nozione e' ben delineata dalle norme dell'ordinamento, per le imprese estere si fa riferimento al domicilio fiscale (in territori a fiscalità privilegiata extra-CE), concetto, questo, non determinato in modo chiaro e univoco, e il cui utilizzo può dar luogo a conseguenze inaspettate. Si ricorda che la nozione di residenza fiscale e' rintracciabile, per le persone giuridiche, nel comma 3 dell'articolo 87 del Tuir, a mente del quale "ai fini delle imposte sui redditi si considerano residenti le societa' e gli enti che per la maggior parte del periodo di imposta hanno la sede legale o la sede dell' amministrazione o l'oggetto principale nel territorio dello Stato". Le persone fisiche sono invece considerate residenti se per la maggior parte del periodo d'imposta sono iscritte nelle anagrafi
    della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza fiscale ai sensi del codice civile (comma 2 dell'articolo 2, del Tuir). La norma del sistema fiscale italiano che, invece, richiama la nozione di domicilio fiscale, con riferimento alle societa', e' quella contenuta nel comma 3 dell'articolo 58 del Dpr 29 settembre 1973, n. 600, secondo il quale "i soggetti diversi dalle persone fisiche hanno il domicilio fiscale nel comune in cui si trova la loro sede legale o, in mancanza, la sede amministrativa; se anche questa manchi, essi hanno il domicilio fiscale nel comune ove é stabilita una sede secondaria o una stabile organizzazione e in mancanza nel comune in cui esercitano prevalentemente la loro attività'". Tale norma, peró, ha il solo scopo di determinare, all'interno del territorio dello Stato, quale sia il comune nel quale il soggetto passivo si intende localizzato, al fine dei suoi rapporti con l'amministrazione finanziaria. Essa non
    é certamente estensibile ai fini della determinazione del domicilio fiscale di società estere.
    A titolo esemplificativo, a una società con sede legale in uno Stato Eu, ma con residenza fiscale in uno Stato non appartenente alla Comunità europea, e a bassa fiscalità, non risulterebbe applicabile la norma anti elusiva in esame; requisito soggettivo per l'applicazione del comma 7-bis dell'articolo 76, del Tuir, é quello del rapporto di controllo tra imprese residenti ed estere. In quest'ambito, a differenza di quanto fatto per la normativa sul transfer price, si fa qui esplicito riferimento alla nozione di controllo contenuta nell'articolo 2359 del Cc. Molto probabilmente, nel caso in esame, la conseguenza (grave, per il contribuente) dell'indetraibilità, delle componenti negative derivanti da operazioni intercorse con società estere residenti in paradisi fiscali, ha spinto il legislatore fiscale a delimitare in modo preciso l'ambito d'applicazione della norma, in modo tale da eliminare i dubbi interpretativi che inevitabilmente derivano da dichiarazioni non puntuali.. Numerose perplessità ha destato, inoltre, la definizione, fornita dalla norma, di "Stato a regime fiscale privilegiato". In un primo momento, infatti, la disposizione propone un metodo di ricognizione dei paradisi fiscali basato sostanzialmente sul confronto tra il livello d'imposizione ivi attuato, e quello che invece trova applicazione in Italia: qualora il primo sia minore della metà del secondo, allora sussistono gli estremi per dichiararlo regime a fiscalità privilegiata. La norma in esame, tuttavia, nulla dispone riguardo a cosa debba intendersi per livelli di tassazione: non é chiaro se debbano essere confrontati tra loro i regimi tributari delle operazioni economiche singolarmente attuate, ovvero gli ordinamenti fiscali nel loro complesso. Con il primo metodo la comparazione verrebbe effettuata in modo specifico e concreto; tuttavia risulterebbe tecnicamente impossibile individuare il trattamento fiscale riservato da ogni Stato alle diverse categorie reddituali. Per questo motivo sembrerebbe più ragionevole confrontare tra loro, con risultati certo più astratti e generici, i livelli di tassazione cui e' complessivamente sottoposto il reddito d'impresa. Anche in questa eventualità, però, la norma non si preoccupa di specificare se il confronto debba essere effettuato sulla base delle aliquote nominali o di quelle effettive, oppure ancora sulla base delle imposte dovute o di quelle effettivamente pagate. In realtà, i problemi interpretativi fin qui evidenziati sono poi drasticamente risolti dallo stesso comma 7-bis dell'articolo 76, il quale stabilisce, in un secondo momento, che i territori a bassa fiscalità debbano essere specificatamente individuati, non si sa precisamente secondo quale criterio, da un decreto ministeriale; e' il DM 24 aprile 1992, che individua tassativamente gli Stati a fiscalità privilegiata, fornendone la cosiddetta black list (lista nera).

  • Come posso trasferire o vendere le mie azioni?

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    In genere le azioni sono al portatore basta quindi consegnarle  al nuovo proprietario per fare la cessione, comunicarci la vendita in modo che sappiamo che dobbiamo prendere ordini dal nuovo proprietario e richiedere una nuova procura. Se vuole farlo piu' ufficiale o se le azioni sono state emesse (a sua richiesta) nominative, è necessario fare un contratto di compravendita delle azioni e notarizzarlo o meno. Questo possiamo farlo noi o un qualsiasi avvocato o notaio. Il proprietario può, ovviamente, cambiare di avvocato (Agente Residente) se lo desidera e sempre che sia in regola con i pagamenti annuali.

  • Quale sarà la sede legale della sede legale?

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    i dati vengono immessi nell' atto d' incorporazione, Se ha bisogno di servizi di recapito postale o telefonico deve acquistarli separatamente, vedere la voce Ufficio Virtuale o i servizi offerti sull'Ordine Servizi.

  • Che cos’è l’Apostilla?

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    È un’annotazione che è fatta sull’originale di un documento o su una copia autenticata dal notaio, che è apposta da un autorità e si identificata nella legge che ratifica la convenzione dell’AIA del 5 ottobre 1961 relativa all’abolizione della legalizzazione di atti pubblici stranieri. Questa fa si che non sia necessario procedere alla legalizzazione di documenti stranieri presso le autorità consolari. L’apostilla sostituisce quindi la legalizzazione e una volta effettuata questa procedura il documento straniero è valido in Italia e in tutti i paesi che hanno ratificato il trattato. L a gamma di documenti per i quali si può superare l’esigenza della legalizzazione mediante la apposizione dell’apostilla è amplissima è comprende i documenti rilasciati da autorità o da un funzionario dipendente da una amministrazione dello stato, compresi quelli dei tribunali, comuni, registri pubblici, anagrafe, ecc.
    Ogni Paese aderente indica quali sono le autorità competenti a rilasciare l’apostilla. Per quanto riguarda l’Italia: gli atti notarili, giudiziari e dello stato civile, competente è il Procuratore della repubblica presso i Tribunali nella cui circoscrizione gli atti sono formati.
    Per gli atti amministrativi (firma del Sindaco etc.), invece, competente è il Prefetto del luogo in cui l’atto è emesso (fanno eccezione la Val d’Aosta, in cui è competente il Presidente della Regione,  e le Provincie di Trento e Bolzano, per cui è competente il Commissario di Governo).
    L’apostilla non è necessaria quando il Paese da cui proviene l’atto straniero ha aderito ad una convenzione internazionale, bi- o pluri-laterale che la esclude.
    I paesi che hanno aderito alla convezione dell’Aia sono:
    Andorra, Antigua, Argentina, Armenia, Australia, Austria, Azerbaijan,
    Barbuda, Bahamas, Barbados, Belize, Bielorussia, Bosnia-Erzegovina, Botswana, Brunei, Bulgaria
    Cipro, Colombia, Croazia
    Dominica
    El Salvador, Estonia
    Federazione Russa, Fiji, Finlandia
    Germania, Giappone, Gran Bretagna, Grecia, Grenada
    Honduras, Hong Kong
    Isole Marshall, Israele
    Kazakhstan
    Lesotho, Lettonia, Liberia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo
    Macao, Macedonia, Malawi, Malta, Mauritius, Messico, Monaco
    Namibia, Niue, Norvegia, Nuova Zelanda
    Olanda
    Panama, Portogallo
    Repubblica Ceca, Repubblica Dominicana, Romania
    Saint Kitts e Nevis, Saint Vincent e Grenadine, Samoa, San Marino, Santa Lucia, Seychelles, Serbia e Montenegro, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Suriname, Svezia, Svizzera, Swaziland, Stati Uniti d’America, Sud Africa
    Tonga, Turchia, Trinidad e Tobago
    Ucraina, Ungheria
    Venezuela

  • Devo e come, emettere fattura per il pagamento delle prestazioni?

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    Non è necessario.

  • Devo tenere una contabilità da presentare qualora ci fossero controlli fiscali, bilanci ecc.?

     Scrivi e-mail

    Non c' è nessun requisito, Se tiene una contabilità deve considerarla in nero e quindi non accessibile a terzi.

  • Come è tutelato l'anonimato del titolare?

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    Il titolare non appare quindi non esiste ai fini di accertamenti. A livello bancario deve dichiarsi come beneficiario, ma è tutelato dal segreto bancario sempre che non sia indagato per delitti gravi.

  • A che vado incontro se ho dei controlli, ad esempio della GdF?

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    Come arrivano a lei? Se sono arrivati a lei è perchè ha fatto un' errore nell' amministrazione dei suoi affari e si è esposto, in questo caso noi non possiamo quantificare il suo errore.
     
    Per quanto riguarda la Banca Offshore vi preghiamo di leggere le Domande Frequenti sulla Banca Offshore.

  • Avete altre domande?


Domande Banca Offshore

  • Vorrei aprire un conto 100% anonimo, è possibile?

     Scrivi e-mail

    Al giorno d’oggi è impossibile. L’unico sistema sarebbe usare un prestanome con tutti i rischi relativi. Se qualcuno le sta offrendo un conto cifrato o anonimo dove il suo nome non viene fornito alla banca, stia pur sicuro che è una truffa.
    In ottemperanza alle leggi e regolamenti internazionali il beneficiario deve sempre essere identificato, questo le assicura anche che nessuno può impossessarsi dei suoi soldi.
    Le banche offshore operano in paesi dove la legislazione protegge i correntisti con il segreto bancario. Il segreto può essere rimosso solo in caso di reati gravi che non comprendono l’evasione delle imposte.
    Bisogna tenere presente però che un conto personale è sempre identificabile, quindi altamente sconsigliato per operare offshore. I conti societari invece possono considerarsi anonimi perché il nome del beneficiario non appare in nessuna lista pubblica della banca, ne nei formulari delle operazioni effettuate. Possiamo affermare quindi che i conti societari sono anonimi perché coperti dal segreto bancario che è la protezione della sfera privata dei clienti delle banche da interventi ingiustificati da parte dello Stato.
    OPM Corporation non gestisce conti per conto dei clienti ne offre prestanomi, attenzione a chi vi offre questo tipo di servizi. 

  • Che differenza c’è tra la banca onshore (quella di casa sua) e banca offshore?

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    Le banche offshore sono in genere banche che preferiscono lavorare con clienti VIP, con Banaca Privata e promuovono investimenti. Non amano aprire conti di passaggio ossia dove entrano 1000 e escono 999. Se non si ha un grosso giro d’ affari conviene alternare due banche in modo che il sistema della banca non segnali l’ entrata e l’ immediata uscita dei fondi.

  • Che banca scegliere e in che paese?

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    Dipende dalle vostre disponibilità economiche e dal grado di sicurezza che desiderate. Le banche hanno una classificazione A, tipo le stelle degli hotels, le migliori sono le grandi banche AAA che ovviamente sono più intransigenti. In pratica non vogliono avere a che fare con clienti poveri.  Segnalandoci il vostro giro d’ affari stimato e segnalando l’ ammontare che potete lasciare a deposito o investito con la banca, vi segnaliamo la migliore opzione.

  • In pratica quanto devo depositare e mantenere sul conto?

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    Non esiste una tabella fissa. Ovviamente se voi avete già  contatti con una banca o un amico miliardario che vi presenta potete ottenere condizioni migliori. Potete anche andare di banca in banca a e negoziare le condizioni. Per esempio, una piccola banca Svizzera può avere poche esigenze. Noi lavoriamo con le banche per internet e non possiamo negoziare condizioni speciali, queste non richiedono la presenza del cliente per firmare allo sportello. Ovvero potete aprire il conto per corrispondenza. In generale si applicano i seguenti parametri per il deposito iniziale:
    Principato di Monaco: Euro 500 mila
    Andorra: 10 mila Euro da incrementare 
    Caraibi e Centro America: 1-2 mila Euro
    Svizzera: 3 mila Euro 
    Il deposito va effettuato direttamente sul vostro conto una volta che la banca lo conferma e vi invia tutti i dati. Non effettuate depositi o ritiri tramite il vostro conto bancario per non  lasciare tracce. Ricordatevi che state aprendo un conto offshore per evitare di essere tassati. Noi possiamo effettuare il deposito per voi al  costo dello Swift (60 Euro) o potete farlo attraverso un amico o un parente.

  • Posso aprire un conto offshore nel mio paese?

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    No, altrimenti diventa onshore e quindi tassabile.

  • Posso aprire un conto offshore negli USA?

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    No. Potete aprirlo con societá USA ma diventa residente.

  • Che spese si pagano in una banca offshore?

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    In genere sono un 30% più care che in una banca dietro l’ angolo di casa. Solo attraverso le banche offshore potete evitare di essere tassati quindi non è il caso di guardare i 10 Euro di differenza. In genere i bonifici in arrivo (pagamenti dei vostri clienti) non pagano commissioni, per ritirare piccole somme usate il bancomat (carta ATM)

  • Come ritiro i soldi dal mio conto?

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    Potete ritirarli attraverso bonifici su conti che non siano il vostro o tramite bancomat (carta ATM) che funziona in tutto il mond

  • In che moneta é il mio conto?

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    Le grandi banche offrono il servizio del conto multy currency. Gli altri conti sono in dollari americani o euro.

  • Che vantaggi ho con un conto multy currency?

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    Il vantaggio è che i vostri clientio possono pagarvi in differente monete e non perdete soldi in commissioni sul cambio moneta. Voi potete spendere in qualsiasi moneta, i fondi vengono detratti dal saldo in quella moneta e se non avete fondi in quella moneta vengono detratti dal saldo in altra moneta.

  • Il segreto bancario è garantito?

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    Si.  Tutti i paesi che offrono legislazioni bancarie offshore garantiscono il segreto assoluto. Negli ultimi anni stanno aprendo eccezioni solo ed esclusivamente per clienti indiziati per traffico di droga e armi. Ma sicuramente questo non deve preoccuparvi. Se vi preoccupa, vi preghiamo di non fare ulteriori domande e rivolgetevi direttamente ad un’ altro studio legale.

  • Alla fine che paese , che banca e che tipo di conto devo scegliere?

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    Noi non siamo una banca e non possiamo garantirvi il servizio di apertura in una banca determinata. Pagando il nostro servizio d’ introduzione per l’ apertura di un conto bancario ci compromettiamo esclusivamente a farvi aprire un conto bancario offshore. Se avete preferenze proviamo con il paese o con la banca di vostra preferenza, senza però potervi dare garanzie.

  • Ma perché tante difficoltà?

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    Purtroppo le pressioni dei paesi industrializzati sono forti e sempre più banche preferiscono evitare rischi. Se una banca offshore viene segnalata come fiancheggiatrice del riciclaggio od altro può perdere la licenza o le possono chiudere i conti di corrispondenza in modo tale che in pratica trova difficoltà per operare. Se voi foste i proprietari di una banca offshore fareste lo stesso: eliminereste i piccoli clienti che danno poco guadagno e lo stesso rischio di uno grande. Dopo gli attentati dell’ 11 di Settembre, gli USA hanno iniziato a fare pressioni maggiori, tali che oggi non è più possibile aprire conti offshore negli USA e in molti altri paesi. E’ chiaro che se siete un Agnelli questo non vale per voi. Se invece siete comuni mortali, lasciatevi guidare da noi che ogni giorno testiamo il polso del mercato e cerchiamo nuove e migliori opzioni per i nostri clienti.

  • Perché devo pagare per aprire un conto?

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    L'apertura di un conto Offshore è una procedura più complessa di quanto non possa esserlo nel suo paese, dove normalmente basta entrare nella prima banca in fondo alla strada con la carta d'identità e 10 Euro. Le banche  offshore sono molto caute nel trattare con nuovi clienti che non vengano presentati da persone già conosciute. Ricorrendo al nostro servizio di presentazione, potrà sfruttare le profonde conoscenze di professionisti offshore. Siamo in grado di offrirle consigli neutri e obiettivi su quali servizi e quale banca rispondano meglio alle sue esigenze, e assicurarci poi che venga assegnato al miglior funzionario disponibile. Ci accerteremo infine che la procedura di apertura sia più veloce e diretta possibile. Con noi potrà parlare in tutta libertà e franchezza sui motivi che la inducono ad aprire un conto Offshore e su come intende usarlo.  Non siamo e non possediamo una banca,  offriamo consigli obiettivi per aiutarla ad aprire il conto giusto per le sue esigenze, nella banca più adatta al suo profilo cliente. La assisteremo durante l'intero processo di apertura del conto, sia che lo faccia per posta che di persona, guidandola passo per passo finché il conto non sarà aperto, anche se srá lei ha dovere riempire i formulari e fornire le informazioni richieste.  Gli 800.00 euro che versate per il servizio sono ben pagati pensando alla burocrazia che evadete e alle spese di viaggio e soggiorno risparmiate.
    Fare banca offshore sta diventando sempre piú difficile a cusa delle numerose restrizioni internazionali imposte dai governi alle banche con la scusa di combattere il terrorismo e il riciclaggio dei soldi prodotti da traffici illeciti. In fondo l’unica cosa che i governi vogliono é il controllo dei nostri soldi.

    WARNING: La O.P.M. offre esclusivamente il servizio di presentazione per l'apertura di conti bancari. Le banche offshore, se lo ritengono necessario hanno il diritto di richiedere ai propri clienti informazioni e documenti aggiuntivi in qualsiasi momento. Noi non abbiamo ingerenza, speciali favoritismi, ne interessi diretti in nessuna istituzione bancaria.


Per saperne di più sui Paradisi Fiscali e Offshore

  • Per chi vuole saperne di più

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    Per chi vuole saperne di più sul mondo dell'offshore, banca, residenze, secondi passaporti, ecc. Offriamo per i nostri clienti un trittico di guide: "Come pagare zero tasse. I paradisi fiscali", "I segreti della banca offshore. Come operare in sicurezza" e "Cambiare identità é possibile. Ecco le prove” in vendita nel sito www.expatsebooks.com

  • Come Pagare Zero Tasse - I Paradisi Fiscali

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    come pagare_zero_tase_2012Come  pagare zero tasse? L´ideale sarebbe perdersi in un´isola deserta, dimenticata da Dio e dal fisco. Tutti noi siamo stati tentati, almeno una volta, di fare la grande fuga. Alla fine, per motivi differenti e' mancato il coraggio o forse la ragione ha sopravalso. Nel mondo virtuale e' ormai facile “viaggiare” online nei paradisi più sperduti. Allora perché non farlo in quei paradisi dove la tasca e' protetta dalla lunga mano del fisco? Si puo' ed e' alla portata di tutti operare un´attività specifica in un paradiso fiscale e pagare in molti casi Zero tasse.
    Immorale? Anti sociale? Furto ai danni della comunità? Assolutamente no! Cosa c´e' di morale nel tassare gli impiegati e i piccoli imprenditori e defiscalizzare le grandi imprese multinazionali? O tartassare la parte produttiva della popolazione per sostentare chi non lavora (spesso non perché non trova lavoro)? E perché gli italiani devono pagare più tasse degli americani o dei ciprioti?

    Acquistare il libro "Come pagare zero tasse"

  • I Segreti della Banca Offshore. Come operare.

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    Fare banca offshore sta diventando sempre più difficile a causa delle numerose restrizioni internazionali imposte dai governi alle banche con la scusa di combattere il terrorismo e il riciclaggio dei soldi prodotti da traffici illeciti. In fondo l’unica cosa che i governi vogliono é il controllo dei nostri soldi.
    Questa guida vi introdurrà nel mondo della banca offshore e della finanza parallela sfatando il mito dell’illegalità.  Offshore: significa, letteralmente, “fuori dalle acque territoriali” o, a livello bancario, un’”operazione finanziaria realizzata fuori dal Paese di residenza” (operazione extraterritoriale). L´industria offshore é piccola e misteriosa che gestisce oltre il sessanta per cento dei capitali mondiali.
    Per usare le banche offshore e la banca privata o semplicemente aprire un conto offshore é necessario però capire il funzionamento delle banche e le restrizioni vigenti dovute agli accordi internazionali per la lotta al riciclaggio di capitali di provenienza illecita. A questo scopo abbiamo dato amplio spazio alle leggi, regolamenti e raccomandazioni delle autorità di controllo bancarie, in modo che possiate operare conoscendo i segreti della banca offshore e il loro “modus operandi”.  Vi spieghiamo come scegliere la vostra banca offshore, come operare i vostri conti, e se proprio volete come fondarne una. Abbiamo cercato di usare un linguaggio semplice e di facile comprensione, ma se avete problemi per capire alcuni termini vi preghiamo di consultare il glossario di termini tecnici contenuto nell’ultimo capitolo.

  • Cambiare identità. É possibile, ecco le prove.

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    Bin Laden ha cambiato identità? Questa ipotesi diventa ogni giorno più reale.  In questo ebook-reportage, tra realtà e futurismo, vi spieghiamo come avrebbe fatto.  Nel nuovo mondo tecnologico, dei documenti biometrici ed elettronici, è ancora possibile cambiare identità e burlare i più avanzati sistemi di sicurezza? Si lo è, e in mille modi, come dimostriamo.  Si può fare in Italia e ancora meglio in altri paesi. Io l'ho fatto ed ecco le prove.  Ma non solo è possibile cambiare i documenti, con le nuove tecniche chirurgiche è anche fattibile cambiare letteralmente la faccia e le impronte digitali.  Burlare i sistemi di controllo più avanzati è possibile perché un documento (biometrico o no) nasce da altri documenti (di nascita, residenza, eccetera) e  nessuno di questi è biometrico: sono certificati di carta, della cui autenticità come si può esserne certi?
    Dall' Italia al Brasile e agli Stati Uniti ho analizzato le possibilità di cambiare identità. Non certo per spingere qualcuno a farlo, ma per dimostrare che, come abbiamo visto in mille film futuristici, anche i sistemi più avanzati hanno brecce ed in fondo il terrorismo é usato come scusa per schedare tutti i cittadini. Ovviamente chi vuol cambiare identità non sempre lo fa per motivi nobili, inoltre richiede tempo, soldi e esperienza. Quello che ci chiediamo é: Bin Laden potrebbe essere tra di noi? Come difendersi dal terrorismo se i sistemi di controllo fanno acqua? E chi ci difende dallo stato che controlla tutti i nostri passi?
    Contiene anche tutti programmi di residenza e secondo passaporto legale.
    Le truffe sui passaporti diplomatici e i documenti di paesi inesistenti.


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