I Paesi con le tasse più alte nel mondo “lottano” contro l’evasione fiscale

banche offshore 45Le cinque maggiori economie dell’Europa hanno deciso di condividere dati fiscali dei loro cittadini come una forma di “lottare contro l’evasione fiscale”. Questa misura, com’era da aspettarsi, è stata ben accolta dalle istituzioni finanziarie più importanti; ma non poche persone hanno segnalato anche il vero problema: sono precisamente questi governi quelli che hanno il maggior debito pubblico, quelli che impongono più tasse ai loro cittadini, quelli che affrontano problemi più seri con lo spreco, per cui, in realtà, quello che stanno facendo le agenzie fiscali delle potenze economiche europee è incolpare le manovre legittime delle persone, per pagare meno tasse, invece di preoccuparsi dei loro errori nella gestione governativa.
Queste nuove misure sono state adottate contemporaneamente alla pubblicazione dei “Documenti di Panama”, un furto di informazioni riservate dei cittadini, pagato dagli Stati Uniti, che è servito per designare il mondo offshore come capro espiatorio dei continui errori commessi dai governi. Secondo l’accordo firmato dalle potenze, si moltiplicherà lo scambio di informazioni private dei cittadini, riguardanti i registri di proprietà e questo permetterà di sapere chi possiede attivi; inoltre s’introdurranno nuovi registri di fideiussioni fidecomisos finanziarie. Tutto ciò porterà a una diminuzione del rispetto della privacy delle persone.
Le cinque potenze che hanno firmato per prime l’accordo sono: il Regno Unito, la Germania, la Francia, l’Italia e la Spagna; i governi di questi Paesi aspirano a che il resto delle principali economie del G-20 adottino piani simili. Non è strano che tali Paesi abbiano fatto questo passo, infatti, attualmente affrontano enormi problemi per quanto riguarda il debito pubblico.
Per esempio, il Regno Unito è uno dei Paesi con il più alto debito del mondo e nell’ultimo trimestre del 2015 l’importo del debito è stato di 2.218.734 milioni di euro. Inoltre i cittadini britannici possono considerarsi tra i più indebitati del pianeta, visto che il debito pro capite della nazione, nel terzo trimestre del 2015, è stato di 34.200 euro.
La situazione è simile in quella che è chiamata la “locomotiva economica” dell’Europa: la Germania. Il suo debito pubblico ha raggiunto, alla fine del 2015, i 2.184.302 milioni di euro e anche questa nazione è una delle più indebitate del mondo. Questa cifra indica che il debito tedesco, nel 2015, ha raggiunto il 71% del PIL del Paese. Il debito pro capite in Germania, nel 2015, è stato di 26.457 euro.
Nemmeno l’Italia ha molto di cui vantarsi per quanto riguarda il debito pubblico, giacché, nel 2015, quest’ultimo è stato di 2.192.001 milioni di euro, in altre parole il 134,6% del PIL del Paese. Il debito pro capite in Italia è stato di 36.055 euro, altro fattore che permette di collocare questo Paese tra i più indebitati del mondo.
Per la Francia, un altro dei Paesi firmatari dell’accordo, per consegnare maggiori informazioni fiscali dei loro cittadini, al governo di Francois Hollande, la gestione del debito pubblico è andata molto male, visto che, nel 2015, quest’ultimo ha raggiunto i 2.103.230 milioni di euro, cioè il 97% del PIL del Paese. Il debito pro capite in Francia nel terzo trimestre del 2015 è stato di 31.668 euro.
Non è un caso neppure che, oltre alla pessima gestione del debito pubblico, i Paesi firmatari dell’accordo, siano quelli che impongono i maggiori carichi fiscali ai loro cittadini.
Che succede in questi Paesi con i guadagni delle persone? Uno studio dell’impresa PricewaterhouseCoopers (PwC) ha calcolato che una persona che guadagni più di 400.000 dollari, deve poi pagare tasse sui profitti e i contributi sociali, in Italia, per esempio del 50,59%, nel Regno Unito del 57,28%, in Francia del 58,10% e in Germania del 60,61%.
I problemi non finiscono qui, visto che nel Regno Unito la tassa più alta, del 45%, si applica a stipendi superiori a 250.000 dollari, mentre in Italia l’imposta più elevata, del 43%, comincia ad applicarsi già a partire dai 125.000 dollari.
E le persone che guadagnano stipendi normali? Anche loro devono pagare tasse altissime! Secondo i dati dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), in Germania le persone con un salario medio devono consegnare allo Stato il 39% di quanto guadagnano; invece nel Regno Unito questa percentuale è del 24,9%.
L’analisi delle cifre dimostra che i Paesi con i maggiori carichi fiscali e i più indebitati del mondo sono proprio quelli che hanno posto maggior enfasi sui “Documenti di Panama”. Per questi governi è opportuno incolpare le persone che usano meccanismi legittimi d’ingegneria fiscale, come le società offshore, piuttosto che riconoscere i propri errori. Che ironia!
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